Archive for luglio, 2018

Come gestire lo stress da fame

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Capita a molte donne di sentirsi particolarmente irritabili quando si ha forte appetito. Un mix di fame e nervosismo, che però può essere gestito. Emanuel Mian spiega come fare in un’intervista su Vanity Fair, 11 luglio 2018.

Il trio della felicità

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IL TRIO DELLA FELICITÁ: MindFoodNess – Non esistono cibi buoni o cattivi, ma solo abitudini alimentari che ci fanno stare bene o meno bene.
Il nostro motto è “il cibo dà emozioni e spesso le emozioni diventano cibo.” Emanuel Mian parla del metodo elaborato per educare a un corretto comportamento alimentare, fulcro del suo nuovo libro, su Gioia.

Fame nervosa?! Come riconoscerla e quali trucchi usare a tavola per gestirla.

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Ne parla la nostra Emanuela Russo, responsabile dell’area nutrizione di Emotifood su Viversani&Belli.

Diario alimentare: come si fa?

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Tenere un diario alimentare può costituire una tecnica molto utile per iniziare a auto-osservarsi e assumere più consapevolezza rispetto alle proprie scelte alimentari di ogni giorno. La chiave per utilizzare al meglio questo strumento? Leggi l’intervista ad Emanuel Mian, per scoprirlo.

Alghe commestibili: elenco, proprietà e benefici

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Si sente molto parlare oggi di alga spirulina e di altre alghe che si possono portare sulla tavola di tutti i giorni: verdi, rosse e brune, sulla base della capacità di assorbire la luce in acqua.  La d.ssa Russo racconta le varietà più note e le loro caratteristiche, benefici e controindicazioni.

Anche gli uomini hanno il ciclo?

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Certi giorni… sembrano no anche per gli uomini! Sbalzi d’umore e ipersensibilità: le fluttuazioni ormonali… al maschile, raccontate da Emanuel Mian, perché gli psicologi non sono tutti uguali!

Diabulimia e altri disturbi del comportamento alimentare (DCA)

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In crescita tra le adolescenti (ma non solo) con diabete di tipo1. Leggi l’articolo, con la collaborazione del dr. Emanuel Mian – Psicologo e Psicoterapeuta.

Disturbi alimentari: ecco l’audiobook per chi lotta con cibo e corpo

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MindFoodNess è il nuovo audiolibro dello psicoterapeuta Emanuel Mian che raccoglie frasi motivazionali ed esercizi pratici destinati a chi ha disturbi di anoressia, bulimia, binge eating e ortoressia

Come smettere di preoccuparsi del giudizio degli altri

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Ti preoccupi troppo del giudizio altrui? Hai bisogno di strategie per gestire questo problema?  La possibilità e la paura di essere giudicati negativamente dagli altri può influenzare il nostro modo di comportarci. Emanuel Mian – Psicologo di Emotifood ti aiuta su “DonnaModerna”!

Alla scoperta della mindfoodness

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Dimmi come mangi e ti dirò… come stare meglio

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Supporto psiconutrizionale

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Oltre 14.000 ore di esperienza nella psicoterapia di pazienti con disturbi del comportamento alimentare e dell’Immagine Corporea, fanno del dr. Emanuel Mian, uno dei massimi esperti in Italia del settore. Le sue ricerche relative al dismorfismo corporeo nei disturbi alimentari (in particolare anoressia e bulimia) sono state riportate, oltre che in centinaia di comunicazioni a congressi e pubblicazioni scientifiche, anche in una puntata del programma di Piero Angela “SuperQuark”


Vuoi saperne di più? Scrivimi ? info@emotifood.it

Terapia a seduta singola

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La Terapia a Seduta Singola (Single Session Therapy) è un approccio relativamente recente che si propone di fare psicoterapia e consulenza psicologica ottimizzando ogni seduta terapeutica e cercando di ottenerne il massimo risultato possibile.

La Terapia a Seduta Singola (Single Session Therapy) si integra con qualunque altro approccio psicoterapeutico e consente di ridurre tempi di intervento e liste di attesa, fornendo un aiuto concreto e immediato, e massimizzando gli effetti di ogni singolo incontro. Il dott. Emanuel Mian ha di recente completato la formazione anche nella Terapia a seduta singola (Single Session Therapy) secondo il modello dell’Italian Center for Single Session Therapy, che ha sede a Roma, p.za Bologna n. 2.


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References

Italian Center for Single Session Therapy

E tu, di che yogurt sei?

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Lo yogurt è un alimento apprezzato da molti di noi. Da consumare come spuntino oppure al posto del dolce, a conclusione di un pasto, viene proposto sul mercato in mille declinazioni differenti, bianco, con la frutta e i cereali, magro, intero e la scelta è infinita… e spesso con troppo zucchero, soprattutto gli yogurt alla frutta. Facciamo allora un po’ di chiarezza.

Ottimo per uno snack leggero, quando lo è davvero!

Lo yogurt, quando hai voglia di qualcosa di fresco e cremoso, che appaghi la tua voglia di buono senza pesare sulla linea, rappresenta un’ottima soluzione. Entri al supermercato, ti avvicini al banco frigo e rimani di stucco: ce ne sono un’infinita infinità, tra aromatizzati, alla frutta, al caffè, al cioccolato, con il muesli e perfino con le praline. Si distinguono poi tra yogurt interi e yogurt magri, di latte vaccino, di latte di capra oppure di soia e, per chi non ne avesse ancora abbastanza, c’è anche lo yogurt che arriva dalla Grecia.

Ottimo no, “melius abundare quam deficere” dicevano i nostri predecessori. Ma per scegliere quale acquistare, senza far danni per la salute, come si fa? Inutile dire che gli yogurt più golosi sono anche i più calorici e nutrizionalmente sbilanciati, ahimè!

Frutta da bere: attenzione allo zucchero!

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Succhi, centrifugati, frullati e smoothies: sono tante le alternative che troviamo sul mercato e che ci vengono proposte come salutari. Dobbiamo però fare attenzione agli ingredienti in esse contenuti, che quasi sempre non si limitano alla sola frutta. Che l’operazione “trova l’intruso” abbia inizio, dunque!

Leggi sempre le etichette!
Ogni volta che ti avvicini a un alimento, prima di inserirlo nel carrello, il mio consiglio è: leggi l’etichetta! La regola vale anche per le bevande, la cui consistenza liquida può indurti a pensare che il contenuto in calorie non sia poi così eccessivo. E invece no, non è così.

Dietro una porzione di frutta da bere può nascondersi infatti una bomba in grado di far schizzare la tua glicemia alle stelle in pochi sorsi (bye bye girovita!!). Certo, c’è bevanda e bevanda, ma tu per non sbagliare controlla sempre la tabella nutrizionale presente sulla confezione (è obbligatoria per Legge!).
Spesso infatti le generiche indicazioni riportate sul pack del tipo “senza zuccheri aggiunti” possono rivelarsi forvianti. Ipotizzando che all’interno del prodotto non vi siano realmente zuccheri aggiunti, è infatti assolutamente certo che ci siano però quelli derivati dalla frutta stessa.

Basta pensare che una confezione di succo di frutta da 1,5 litri “senza zuccheri aggiunti” può arrivare a corrispondere in termini di calorie a 180 g di pasta per
capire quali danni possa causare il consumo della bevanda sbagliata. Ed il guaio è che si finisce spesso per consumarne una intera nell’arco di una giornata, proprio perché tanto “è solo frutta nel brick”.

Una valida motivazione alla dieta

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L’unico stratagemma infallibile che puoi adottare per riuscire a portare a termine il tuo percorso, e non solo dimagrante, consiste nel trovare una motivazione alla dieta così forte da non indurti ad abbandonarla mai, nemmeno nei momenti più difficili. Qui sotto ti spieghiamo come fare ad individuare la tua motivazione.

Ognuno di noi nella vita si pone continuamente degli obiettivi
Sì perché l’uomo è per indole alla continua ricerca di nuovi stimoli, per migliorare la propria condizione. Ma questo non basta, soprattutto se la meta è difficile da raggiungere, e richiede tempo, fatica, costanza e determinazione.

Che il tuo obiettivo sia perdere qualche chilo, migliorare la tua forma fisica, imparare a gestire in modo sano il tuo rapporto con il cibo etc, il migliore dei modi per ottenere ciò che vuoi consiste nel trovare un valido motivo per agire e continuare a farlo nel tempo. Un obiettivo solo su cui concentrarti, ma così importante e tuo da spazzare ogni ostacolo. Un obiettivo solo, che potrai suddividere in piccoli step, così che il cammino ti sembrerà più semplice perché potrai affrontare uno scalino alla volta, giorno dopo giorno, garantendoti piccole soddisfazioni che alimenteranno la tua motivazione.

Ci vorranno impegno e costanza, e “se sbaglio?” No problem. Imparerai cosa non fare, come fare meglio e, se necessario, come e quando chiedere aiuto agli altri. Gli altri possono essere fonte d’ispirazione, perché magari stanno affrontando il tuo stesso percorso: impara dagli altri, “ruba con gli occhi” ciò che fanno gli altri e chiedi. Puoi infatti modellare la tua motivazione su quella degli altri ma – ricorda – confrontati solo con il tuo obiettivo, perché ognuno di noi comincia da un punto di partenza differente, indossando le proprie scarpe.