Archive for the ‘Il carrello della spesa’ Category

MAMMA CHE CALDO! Idee per una fresca merenda per i nostri bambini.

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Quando arriva l’estate, ma soprattutto quando il caldo si fa sentire, occorre rivedere la merenda dei più piccoli.

Serve qualcosa di fresco e sfizioso, ma che allo stesso tempo sia nutriente, cioè in grado di soddisfare le esigenze nutrizionali del bambino: durante la fase di accrescimento, infatti, la merenda, così come lo spuntino di metà mattina, sono dei momenti fondamentali al pari della colazione, del pranzo e della cena.

LO SPUNTINO IDEALE

La carta d’identità dello spuntino potrebbe essere riassunta così:

  • EQUILIBRIO tra i NUTRIENTI: l’alimento ideale per la merenda deve contenere al suo interno:
    • Carboidrati, per fornire la giusta dose di energia. Li troviamo nel pane, nelle fette biscottate, nei cracker, ma anche nella frutta sotto forma di carboidrati semplici.
    • Proteine, per garantire il giusto stimolo all’accrescimento. Yogurt, yogurt greco, latte, affettati magri, formaggi freschi possono essere una buona scelta.
    • Grassi, per soddisfare le esigenze energetiche e per garantire l’apporto delle preziose vitamine liposolubili: vitamina A, D, E, K. Olio di oliva, frutta secca a guscio e semi oleosi assolvono perfettamente questa funzione
    • Fibra, per favorire il benessere dell’intestino. Consumando frutta e verdura, preferibilmente con la buccia, apportiamo questo prezioso nutriente.
    • Vitamine e Sali minerali per consentire all’organismo di svolgere al meglio le sue funzioni. Li troviamo soprattutto nella frutta e nella verdura, possibilmente fresca e di stagione.

 

  • SEMPLICITA’. Pane, olio e pomodoro oppure una pesca bella matura. Alimenti semplici, genuini, come lo sono i gusti dei bambini. Allora perché la scelta della merenda ricade su patatine, merendine o snack preconfezionati? Indubbiamente sono alimenti gustosi e a forza di mangiarli il loro palato si è abituato al sapore, ma la quantità di zuccheri, grassi e conservanti contenuta al loro interno è molto elevata. Conoscendo gli effetti negativi che questo eccesso di nutrienti comporta, proviamo allora a fare un passo indietro riproponendo frutta, verdura, pane, yogurt…la qualità è nettamente migliore e il benessere dei bambini è assicurato.
  • VARIETA’. Variare spesso le proposte per la merenda è prima di tutto un modo per far conoscere al bambino tanti cibi diversi: i vari tipi di frutta o verdura, il pane con i cereali piuttosto che il pane ai semi e così via; inoltre consente di sperimentare nuovi sapori e soprattutto di apportare tanti tipi di nutrienti diversi: ogni alimento ha un profilo nutrizionale differente e variare le scelte consente di prendere “il buono” da ognuno, evitando così pericolose carenze o eccessi.
  • “HOME MADE”. Preparare la merenda in casa ci permette di controllare in prima persona la qualità degli ingredienti che utilizziamo, sia che si tratti di un semplice frutto oppure di una preparazione più elaborata.
  • Non deve mai mancare, soprattutto se i protagonisti sono i bambini. Un frutto intero, per quanto buono sia, attrae sicuramente meno che un frutto presentato su un piatto, magari con qualche decorazione. Per non parlare se il frutto in questione diventa la base per un ghiacciolo! Insomma…non c’è limite alla fantasia in cucina

LUGLIO: il carrello della spesa di EMOTIFOOD

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Luglio è arrivato e con lui anche un’ondata di caldo disarmante che ci porta a rivedere la nostra scala delle priorità. Ecco infatti che in estate i nostri sforzi in termini di salute devono essere orientati a:

  • Aumentare gli apporti di liquidi, perché con l’aumento delle temperature aumentano anche le richieste di acqua da parte del nostro corpo;
  • Introdurre più Sali minerali e vitamine perché ne perdiamo grossi quantitativi con la sudorazione;
  • Proteggere la pelle “dall’interno” perché i raggi solari sono davvero molto intensi e il tempo di esposizione al sole è prolungato.

 

 

G…come GELATO a PRANZO. Si può fare?

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È uno di quegli alimenti che non conosce stagione, ma in estate diventa il protagonista assoluto: rinfrescante, pratico, digeribile, confezionato o artigianale, da mangiare da soli o in compagnia…comunque sia quando il caldo si fa sentire diventa un rito irrinunciabile.

I bambini lo preferiscono a merenda, gli adulti dopo cena, ma dal punto di vista nutrizionale come lo si considera? Una merenda? Un dolce da mangiare occasionalmente o un alimento in grado di sostituire un pasto?

 

GIUGNO: il carrello della spesa di EMOTIFOOD

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Dovrebbe arrivare l’estate! Il condizionale è d’obbligo vista l’incertezza metereologica dell’ultimo periodo. Ma dai banchi di frutta e verdura ci arrivano le prime conferme dell’imminente cambio di stagione: rosso, bianco, giallo, arancione, viola…ecco i colori di tendenza dell’estate!

Giugno è il mese che ci porta l’estate, i primi caldi e la voglia di cambiare decisamente alimentazione: si ha più voglia di cose fresche, il corpo ha la necessità di assumere più liquidi…e come per magia la Natura ci accontenta! La frutta e la verdura per i prossimi tre mesi sarà ricca di acqua per aiutarci a mantenere il giusto livello di idratazione e potrà essere mangiata praticamente senza cottura, mantenendo così inalterati i Sali minerali e le vitamine fondamentali per il benessere dell’organismo in qualsiasi stagione.

FALSI AMICI…A TAVOLA

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Un detto popolare diceva di “guardarsi dai nemici, ma soprattutto dai falsi amici”! Il paragone sembrerà azzardato, ma questa frase è valida anche in campo nutrizionale.

Molto spesso o perché abbiamo nostre convinzioni o perché influenzati da pubblicità e packaging acquistiamo dei prodotti che crediamo essere salutari, ma che alla luce dei fatti non lo sono…insomma, dei “falsi amici”.

Di cosa stiamo parlando? Ecco qui alcuni degli alimenti a cui dobbiamo prestare un po’ più di attenzione mentre facciamo la spesa.

Come ti riempio la schiscetta…

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Parlare di schiscetta è come raccontare un pezzo di storia: la usavano già i soldati per portare il “rancio” e la chiamavano “gavetta”, poi gli operai nelle fabbriche e piano piano è arrivata in eredità fino a noi.

La caratteristica che negli anni è rimasta immutata? La praticità. In un unico contenitore, facilmente trasportabile, si possono combinare insieme tutti gli ingredienti necessari per mangiare ovunque, quando vogliamo, e in modo sano ed…economico!

Cosa invece è cambiato? Mentre all’inizio degli anni ’60 la schiscetta incarnava appieno la sua etimologia, ovvero “schiscià” cioè schiacciare insieme tutti gli alimenti, oggi invece abbiamo a che fare con contenitori fatti da più scomparti, su ispirazione del Bento bako giapponese, in modo da tenere separate le preparazioni e non mischiare sapori e consistenze. Ovviamente poi ci sono state altre evoluzioni: schiscette di plastica, di metallo, con disposizione orizzontale o verticale, termiche, collegabile alla porta USB del PC…

Ma la domanda è sempre: dentro cosa ci metto? Una pasta e basta? Solo insalata? Tanta frutta?

MAGGIO: il carrello della spesa di EMOTIFOOD

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Siamo nel bel mezzo della primavera! Abbiamo superato il cambio dell’ora, le giornate si sono allungate e le temperature giocano al rialzo. Insomma, una situazione decisamente favorevole….anche per le nostre tavole.

Mentre Aprile è stato il mese della transizione, Maggio è un mese di conferme e di nuovi e gustosi ingressi.

Le fragole adesso sono mature, hanno un profumo intenso, un colore rosso brillante e una polpa succosa, ideale da abbinare ad uno yogurt per la colazione o per preparare un buon frappè. Sono anche una miniera di Sali minerali, vitamina C e antiossidanti; tutti validi motivi per non farcele scappare.

Le nespole, anche se non molto conosciute, sono nel loro mese migliore e apportano tutti i Sali minerali e le vitamine che i primi caldi richiedono.

Iniziano a vedersi le prime pesche e le prime ciliegie: Magari non saranno ancora dolci al punto giusto, ma quanto basta per ricordarci che la bella stagione è arrivata.

Tutta la frutta che troveremo da Maggio in poi sarà ricca di acqua per dissetarci, carica di Sali minerali e vitamine per compensare le perdite di sudore legate al caldo, con molti zuccheri per poterci nutrire senza appesantirci. La natura non fa niente a caso!

Per i nostalgici del freddo troviamo ancora mele, arance, e kiwi, che a distanza di mesi dalla loro raccolta stanno lentamente perdendo i loro sapori e profumi.

Anche la verdura arricchisce l’offerta con ortaggi ricchi di acqua e fibra e che soprattutto non richiedono grandi cotture.

Spuntano le prime insalatine e la cicoria: ce ne sono così tante varietà che è difficile elencarle senza scordarsi di nominarne qualcuna. Ci basti sapere che a fronte di un apporto calorico bassissimo, apportano Sali minerali e vitamine, molta fibra utile per il benessere intestinale per il controllo degli zuccheri nel sangue.

Carciofi e asparagi continuano a contribuire al benessere del fegato e dei reni, oltre che a consentirci di preparare ottimi risotti, frittate e torte salate. È l’ultimo mese in cui saranno così buoni; meglio non perdere l’occasione di assaggiarli.

Anche i legumi hanno a Maggio il periodo fortunato: fave e piselli freschi sono un’ottima fonte di proteine vegetali e aiutano a controllare il colesterolo. Mangiamoli associati a un cereale ed avremo un piatto completo.

Cipolle, cipollotti e porri ci portano tutto il loro aroma caratteristico, che nasconde la presenza di una sostanza (disolfuro di allile) con un’ottima attività anti-infiammatoria.

Non vanno dimenticati i fagiolini, parenti stretti dei legumi, ma che per le loro caratteristiche nutritive assomigliano molto di più ad una verdura; cottura breve, un cucchiaino d’olio e un po’ di limone ed ecco il perfetto contorno primaverile.

Troviamo ancora patate novelle, sedano, sedano rapa, bietole e spinaci, finocchi e carote e per chi ne avesse la possibilità anche le gemme delle ortiche e il tarassaco.

Con tutta questa offerta ogni giorno possiamo portare in tavola una verdura diversa senza annoiarci, magari profumata con delle erbe aromatiche come salvia, rosmarino, menta, erba cipollina e timo, che ci aiutano a dare sapore e a ridurre le aggiunte di sale.

CAMBIA LA FREQUENZA…DEI SECONDI PIATTI!

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Uno dei consigli che si sente più spesso quando si parla di alimentazione è di “variare le scelte a tavola”!

Semplice a dirsi eppure alzi la mano a chi non è mai capitato di mangiare due volte di seguito la stessa cosa!
Variare quello che portiamo in tavola è fondamentale per garantirci un corretto apporto di tutti i nutrienti “grandi” (carboidrati, proteine, grassi) e “piccoli” (Sali minerali e vitamine), ma spesso per mille motivi le nostre scelte ricadono su una ristretta scelta di alimenti.

Prendiamo in considerazione i secondi piatti. Durante la settimana sono 14 i pasti da gestire; di solito cosa scegliamo? Ci ripetiamo spesso?
In aiuto ci vengono le cosiddette frequenze di consumo, vale a dire il numero di volte che in una settimana dovremmo mangiare un alimento.

LA CARNE
Il consiglio è di portarla in tavola 3 o 4 volte alla settimana, con preferenza per quella bianca (pollo, tacchino, coniglio). Questo non vuol dire escludere quella rossa (manzo, vitello, maiale), ma semplicemente consumarla 1 volta alla settimana: apporta più grassi saturi e colesterolo rispetto a quella bianca, ma non va comunque esclusa a priori.
Qualsiasi sia la nostra scelta preferiamo tagli magri ed eliminiamo il grasso visibile.

LA CARNE…TRASFORMATA
Salumi e insaccati sono “croce e delizia”. Molto apprezzati, sono spesso presenti nelle nostre tavole, vuoi anche per l’estrema praticità. La nota negativa è che contengono molto sodio, che li rende poco adatti a chi soffre di pressione alta, problemi renali e ritenzione di liquidi.
Vanno perciò esclusi? Assolutamente no! La moderazione è sempre la chiave migliore. Possiamo mangiarli 1 o 2 volte alla settimana con una porzione adeguata, oppure “spalmare” questa quantità sulla settimana per creare delle colazioni o degli spuntini salati.
Diamo la preferenza a quelli magri tipo bresaola, prosciutto cotto e crudo, speck, privati del grasso visibile.

IL PESCE
Più ce n’è meglio è! Portarlo in tavola almeno 4 volte alla settimana sarebbe l’ideale: salmone, orata, branzino, ma anche sardine, sgombri e triglie.
Preferiamolo fresco oppure surgelato e cuciniamolo nel modo più semplice possibile per apprezzarne il sapore. Quello in scatola? Buona alternativa quando siamo a corto di tempo. Ricordiamoci solo due cose: se lo scegliamo sott’olio sgoccioliamolo bene e non aggiungiamo altro olio al nostro piatto; se lo preferiamo in salamoia non aggiungiamo sale.

IL FORMAGGIO
C’è chi lo mangerebbe tutti i giorni, più volte al giorno e chi mai. È una buona fonte di proteine, calcio e fosforo, ma anche di grassi, colesterolo e sodio.
Perciò come comportarsi? 2 volte alla settimana può essere un buon compromesso. Preferiamo i formaggi freschi tipo mozzarella o certosa, ma non rinunciamo a quelli stagionati: la differenza la fa la porzione!

LE UOVA
Sono un alimento sempre al centro dell’attenzione a causa del loro elevato contenuto di colesterolo, motivo per cui spesso vengono limitate se non escluse dall’alimentazione. Guardiamo però il quadro generale: oltre al colesterolo (concentrato nel tuorlo insieme a grassi, lecitine, fosfolipidi e proteine e carotenoidi) troviamo anche proteine ad elevatissimo valore biologico (concentrate quasi totalmente nell’albume), vitamine del gruppo B (tra cui la B12) ed E, Sali minerali.
Vista la ricchezza di nutrienti non vale la pena di escluderle: portiamo in tavola un paio di uova 2 volte alla settimana.

E I LEGUMI?

La loro composizione chimica ci dice che contengono una certa quantità di proteine (inferiore rispetto ai prodotti di origine animale), ma anche di carboidrati; sono cioè degli alimenti a “composizione mista”.

Le proteine vegetali hanno un valore biologico inferiore rispetto a quello delle proteine animali. Questo non vuol dire che sono da escludere, anzi; ma semplicemente occorre tenere presente che da sole non possono fornire gli aminoacidi essenziali necessari al nostro corpo. Per questo motivo dobbiamo sempre associarli ad un cereale: l’abbinamento consente di ottenere delle proteine “complete” simili a quelle animali.

Consumare pasta e ceci oppure riso e piselli 1 o 2 volte alla settimana è un ottimo modo per alternare le fonti proteiche.

Ceci, fagioli, lenticchie, cicerchie, lupini, fave e piselli: usiamoli sia freschi che secchi o congelati e divertiamoci a scoprire le mille varietà che esistono!

Discorso a parte per la soia. È un legume, ma contiene molte più proteine che carboidrati e quindi risulta un’ottima fonte proteica adatta a chi non attinge alle fonti di origine animale in modo totale.

I suoi derivati (tofu, tempeh, hamburger) apportano allo stesso modo buoni quantitativi di proteine vegetali e possono essere utilizzati per arricchire e variare la dieta. Non dimentichiamoci però di leggere sempre le etichette: sono prodotti lavorati e potrebbero contenere zuccheri e grassi in quantità eccessiva.

ALTRE FONTI PROTEICHE

In prima linea abbiamo CEREALI: frumento, riso, mais, grano saraceno, amaranto, quinoa, orzo, farro…la lista è lunga! Ricordiamoci di variarli il più possibile e di associarli ai legumi per ottenere proteine “complete”

Il SEITAN è un derivato del frumento ed è conosciuto come “muscolo di grano”, che ci lascia intendere che la quantità di proteine che contiene è molto elevata. In particolare contiene glutine, perciò non è adatto ai celiaci.

Anche la FRUTTA SECCA è un’ottima fonte di proteine vegetali al pari dei SEMI OLEOSI. Quindi possiamo fare un’ulteriore carica di proteine verdi consumando noci, nocciole, mandorle, anacardi, semi di sesamo, zucca, girasole, lino, chia e canapa. Solo una nota: hanno un contenuto calorico particolarmente elevato e una buona percentuale di grassi e per questo occorre fare attenzione alla quantità che se ne consuma.

Di recente sono state apprezzate per la loro componente proteica anche le ALGHE, anche se tuttavia il loro consumo deve essere sapientemente dosato per evitare apporti eccessivi di iodio, oligoelemento che contengono in abbondanza.

APRILE: il carrello della spesa di EMOTIFOOD

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Aprile è il mese del cambiamento: è cambiata la stagione – siamo ufficialmente in primavera – è cambiata l’ora e molto probabilmente sono cambiati i nostri ritmi.

Le giornate più lunghe e le temperature più miti ci invogliano a uscire, a muoverci e anche a mangiare in modo diverso.

Se già a Marzo avevamo ridotto i corposi piatti invernali, ad aprile è arrivato il momento di lasciarli da parte e cambiare menù.

Leggero e fresco sono gli aggettivi che meglio contraddistinguono i nuovi piatti e la frutta e la verdura ne sono i protagonisti.

La frutta si riconferma quella di Marzo: mandarini, clementine, arance, pompelmi, limoni e cedri ci offrono un prezioso contributo di vitamina C sempre utile come supporto delle difese immunitarie.

Anche il kiwi è ancora un protagonista: accanto alla vitamina C fornisce ottime quantità di potassio, utile nella regolazione della pressione arteriosa, e molta fibra, indispensabile per favorire la peristalsi intestinale.

Troviamo ancora le ultime mele e pere: gradualmente perdono il sapore intenso che ci ha accompagnati per tutto l’inverno, ma sono sempre e comunque un’ottima fonte di fibre e di zuccheri semplici.

Le fragole iniziano in questo mese il loro periodo di vero splendore: rosse, succose, profumate e, cosa non trascurabile, di provenienza italiana. Apportano vitamina C e molti Sali minerali, pochissime calorie e molta acqua: sono uno spuntino ideale. Occorre però prestare attenzione alla quantità: contengono istamina e nelle persone allergiche possono favorire la manifestazione della sintomatologia caratteristica.

Fanno il loro ingresso le nespole; sono ricchissime di acqua, Sali minerali e vitamine del gruppo B, vitamina A e C. Hanno molta fibra, soprattutto pectina e questo le rende l’ingrediente ideale per la preparazione di marmellate.

Il carrello della verdura è invece ricco di nuovi arrivi.

Accanto agli ultimi cavoli invernali troviamo gli asparagi, ortaggi ricchissimi di calcio, fosforo, magnesio e potassio, vitamine e fibre. Hanno proprietà diuretiche, l’ideale per aiutare i reni nel difficile compito di smaltire le tossine accumulate durante l’inverno. Compriamoli freschi e usiamoli per preparare frittate, risotti o gustiamoli semplicemente conditi con un filo d’olio.

Anche i carciofi sono un’ottima fonte di potassio e contengono cinarina, una sostanza che favorisce la diuresi e la secrezione biliare, contribuendo al benessere del fegato. Spesso li portiamo in tavola cotti, ma proviamoli anche crudi conditi con succo di limone, a patto però che siano freschissimi.

Gli agretti compaiono in questo mese e restano sul banco del verduriere solo per poco tempo: il loro sapore è particolare, “agre” come dice il nome stesso, ma non possono mancare sulla tavola di primavera.

Cipollotti e porri potranno sostituire per qualche tempo la cipolla e se consumati crudi potranno accompagnare e insaporire le mille varietà di insalate: cicoria, catalogna, indivia e rucola solo per citarne qualcuna.

Non mancano nemmeno spinaci, bietole, cime di rapa e le primissime patate novelle.

È tempo anche di legumi freschi: piselli e fave. Poche calorie, molte vitamine del gruppo B, ferro, fosforo e potassio oltre che proteine vegetali.

Aprile è un mese ricco, tante primizie, tanto verde. Per apprezzare al meglio i sapori preferiamo il consumo di ortaggi crudi (i primi caldi invogliano a preparare delle belle insalate!) e quando utilizziamo la cottura facciamo in modo che sia breve; disperderemo meno Sali minerali e vitamine e avremo verdure croccanti.

Qualche idea per questo mese? Proviamo creare un piccolo orto sul balcone…zucchine, piselli e pomodori si prestano benissimo allo scopo! Oppure delle piante aromatiche: basilico, timo, salvia, rosmarino ed erba cipollina potranno profumare i nostri piatti a km 0.

Per chi non avesse un balcone un consiglio è quello di provare con il germogliatore: si può tenere sul tavolo di casa e ci fornisce i germogli dei semi che più ci piacciono. Germogli di soia, germogli di rapanello…ricchissimi di Sali minerali, vitamine, clorofilla, enzimi. Una carica di energia per i nostri piatti è quello di cui abbiamo bisogno!

“Crisi da risveglio” primaverile: i cibi che ci aiutano ad affrontarla

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L’arrivo della primavera è accolto con gioia dalla maggior parte delle persone: le giornate si allungano, cambia l’ora, il tempo e le temperature migliorano, si ha voglia di stare all’aria aperta e di fare mille cose.

Spesso però il corpo non risponde come vorremmo: il cambio di stagione manda letteralmente in “tilt” i nostri ritmi circadiani e si accusano stanchezza, sonnolenza, difficoltà di concentrazione, irritabilità e sbalzi d’umore. Una vera e propria crisi da risveglio!

Come si può fare per alleviare questi sintomi spiacevoli? Sicuramente alimentarsi in modo corretto ed equilibrato e uno stile di vita attivo possono fare molto.

Dall’alimentazione invernale ricca di grassi e calorie occorre passare ad una dieta con cibi più leggeri e freschi, che apportino tutti i nutrienti necessari per far fronte al cambiamento.

Quindi cosa fare?

Per tenere a bada gli sbalzi d’umore tipici del periodo non devono mai mancare i cibi ricchi di triptofano, aminoacido precursore della serotonina, un neurotrasmettitore che regola l’umore. Lo troviamo in ortaggi a foglia verde come insalate, spinaci, erbe dei prati, cavoli, asparagi, ma anche nelle uova, nelle carni bianche, nei semi oleosi (di zucca, di girasole…), nella frutta secca a guscio (noci, nocciole..) e nei legumi.

Tutti questi cibi sono anche ricchi di magnesio, un minerale molto importante per il buon funzionamento dei muscoli, del cervello ma soprattutto per ritrovare l’energia ed il buonumore.

Per frenare l’irritabilità possono essere molto utili i cibi ricchi di probiotici come lo yogurt che contribuisce al benessere del microbiota intestinale, responsabile della produzione della serotonina, conosciuta anche come “ormone del buon umore”.

Per recuperare l’energia e favorire il benessere del sistema nervoso non devono mancare le vitamine del gruppo B. Quindi via libera al pesce azzurro (sgombri, alici, sardine..), uova e cereali integrali.

Per contrastare invece la mancanza di concentrazione sì al consumo di carne bianca, mandorle, banane, avocado e semi di sesamo e zucca, ricchi di tirosina, un aminoacido utile per migliorare la risposta dell’organismo a stress di varia natura…come lo è la primavera!

Per combattere la spossatezza tipica del cambio di stagione possono essere utili i cibi ricchi di glutammina, un aminoacido che favorisce la sintesi proteica. Si trova in latte, yogurt, carni magre,frutta secca, legumi.

Occorre fare spazio anche ai cibi ricchi di flavonoidispinaci, kiwi, mirtilli, agrumi e cioccolato fondente – che grazie alle loro proprietà antiossidanti aiutano il corpo a contrastare l’accumulo di tossine lasciate dall’alimentazione invernale.

Anche carciofi ed erbe amare aiutano a fare pulizia, ad eliminare le scorie e a favorire l’attività depurativa del fegato.

Non facciamoci mancare nemmeno la vitamina D, che oltre a contribuire alla salute delle ossa, è parte attiva nel miglioramento del tono dell’umore.

Ridurre il consumo di sale che favorisce l’accumulo di liquidi nei tessuti e aumentare l’apporto di acqua. Obiettivo: 8 bicchieri al giorno indipendentemente dal senso di sete.

Da evitare gli zuccheri semplici contenuti nei dolci perché li sbalzi della glicemia accentuano stanchezza e malumore e le preparazioni troppo elaborate.

 

Ecco i magnifici 10.

  1. SPINACI. Apportano sali minerali e vitamine, soprattutto vitamina A. Sono utili per la salute dell’intestino, dei muscoli, del cuore e degli occhi.
  2. CARCIOFI. Sono ricchi di sali minerali e fibre, stimolano la diuresi e sono i migliori alleati del fegato. La cinarina, il loro principio attivo, stimola quest’organo ad eliminare le tossine che abbiamo accumulato nei mesi invernali.
  3. FRAGOLE. Oltre ad essere molto buone sono utili al nostro corpo perché contengono fibre, acido folico, potassio e vitamina C, utili a rafforzare le difese immunitarie in un periodo in cui le temperature non sono ancora stabili
  4. YOGURT. Aiuta a mantenere in equilibrio la flora batterica intestinale ed in salute tutto l’apparato digerente aumentando la forza, la vitalità, il benessere. Preferiamo quello bianco e arricchiamolo a piacere con frutta fresca e secca.
  5. GERMOGLI. Sono un concentrato di vitamine e sali minerali ed hanno un ottimo contenuto nutritivo. Utili per combattere i radicali liberi e ringiovanire i tessuti, sono noti anche per rafforzare l’organismo. Arricchiamo le insalate con germogli di soia, di ravanello, di porro…una miniera di energia nel nostro piatto
  6. FAVE. Uno dei più antichi legumi coltivati nel bacino del Mar Mediterraneo che vedono nella primavera il loro periodo di raccolta. Sono un alimento fortemente ricostituente e dunque molto adatto a sostenere l’organismo al cambio di stagione. Fonti di proteine vegetali, vitamine del gruppo B e di vitamina E, le fave contengono anche potassio, zinco, magnesio, fosforo, rame e ferro.
  7. CEREALI INTEGRALI. Insieme ai carboidrati apportano anche una notevole quantità di fibra utile a modulare la glicemia e a stimolare le funzioni intestinali. Sono ricchi di vitamina B, utile al sistema nervoso; facilitano il riposo e stimolano il metabolismo. Oltre alla classica pasta proviamo nuovi sapori: miglio, amaranto, quinoa, grano saraceno e avena solo per citarne alcuni.
  8. FRUTTA SECCA. Noci, nocciole, mandorle, anacardi. In primavera abbiamo bisogno del loro apporto in acidi grassi essenziali omega 3, sali minerali e vitamine del gruppo B (B1, B2, B5, B6) per essere più energici. Ottima a colazione e perfetta come spuntino.
  9. SGOMBRO. Tra i pesci azzurri è quello con le maggiori proprietà ricostituenti. Contiene proteine e di acidi grassi omega 3, utili a ridurre gli stati infiammatori, pulire le arterie e potenziare le funzioni cognitive. Fresco o in scatola l’importante è portarlo in tavola.
  10. CIOCCOLATO.Per chi lo ama è un’ottima notizia. Nel cambio di stagione può fare molto bene a patto che sia fondente. Un quadratino al giorno mette di buonumore e dà la carica.

MARZO: il carrello della spesa di EMOTIFOOD

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Marzo è il mese di coda dell’inverno, fa freddo ma non troppo, le giornate si allungano, si inizia a respirare l‘aria della primavera che inizierà ufficialmente a fine mese.

In questo mese la Natura si risveglia, la neve lascia lo spazio alla prima erba e le piante riprendono il loro ciclo vitale facendo spuntare i primi germogli.

Tutto si tinge di un verde intenso e brillante arricchito dai colori tenui dei primi fiori.

Anche il nostro organismo percepisce questo cambiamento.

Durante l’inverno il corpo rallenta i ritmi e accumula più tossine come conseguenza di una dieta più ricca di grassi, ma con l’arrivo della primavera avverte la necessità di prepararsi ai primi caldi passando gradualmente ad un’alimentazione più leggera, ricca di acqua e fibre e di “ripulirsi” dagli eccessi invernali attraverso una sana depurazione.

La Natura lo sa ed è per questo che a Marzo ci offre piante caratterizzate da un caratteristico sapore amarognolo a sostegno delle attività depurative del fegato e dell’apparato urinario. Cardi, carciofi, tarassaco e cicoria fanno da esempio.

La spesa di Marzo è in bilico tra gli ultimi prodotti invernali e le primizie primaverili.

Gli alberi da frutto non sono ancora in grado di fruttificare perciò continueremo a trovare arance, mandarini tardivi, mandaranci e pompelmi, limoni e bergamotti che ci forniscono la vitamina C necessaria a preparare il sistema immunitario al cambio di stagione.

Ancora presenti pere, mele e kiwi ricchi di acqua e fibra ed iniziano a comparire le prime fragole. Sono delle primizie, costano molto, hanno ancora poco sapore e spesso sono di provenienza estera: diamoci tempo ancora un mese prima di portarle in tavola.

Per quanto riguarda la verdura di stagione, marzo è ancora periodo di broccoli, cavolfiori, verze, cavoli, spinaci e bietole, porri, finocchi e barbabietole rosse.

I carciofi sono nel pieno del loro sapore. Sono ricchissimi di potassio e contengono cinarina, una sostanza che favorisce la diuresi e la secrezione biliare.

Troviamo i primi asparagi, coltivati o selvatici. Molto teneri e dal sapore delicato sono ricchissimi di fibra e vantano ottime proprietà depurative, oltre che ad essere molto versatili in cucina.

Fanno la loro comparsa anche gli agretti, o “barba del frate”, e gli spinaci. Questi ultimi sono presenti tutto l’anno, ma in questo periodo dell’anno hanno foglie piccole e tenere ideali da consumare crude e in insalata.

Nascono anche le cipolline: hanno un sapore più delicato rispetto alle cipolle invernali e per questo vengono utilizzate per comporre insalate o per preparazioni agrodolci. Sono ricchissime di vitamine del gruppo B e C.

Marzo è anche il mese delle erbette spontanee. Nei prati iniziano a spuntare le prime foglie di tarassaco, silene, acetosa e valerianella, anche se purtroppo non tutti abbiamo la fortuna di poterle e saperle raccogliere. Di sicuro sono erbette molto particolari, ricchissime di sali minerali e con un sapore tendenzialmente amaro, utile a sostenere l’attività detossificante del fegato. Erano le protagoniste della cucina della tradizione che le utilizzava come semplice contorno oppure per arricchire secondi piatti a base di uova o formaggio.

Di spontaneo in primavera ci sono anche i fiori, primule, margherite e viole in testa. Hanno un sapore delicato e si possono usare per dare una nota colorata ai nostri piatti.

Buona Primavera a tutti!

Incontri speciali dal verduriere: il Cavolo e i suoi fratelli

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In questa stagione il banco del verduriere è colmo di ortaggi di colore verde che hanno in comune una caratteristica. Quale? Quella di appartenere tutti alla Famiglia delle Brassicaceae (o Crucifere).

È una famiglia molto numerosa: cavolo cappuccio, cavolo verza, cavolo nero, cavolo rosso, cavolo riccio, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, broccoli, cime di rapa, ma anche rape, senape, ravanello, rucola e rafano.

Sono tutti prodotti con caratteristiche nutrizionali eccezionali e nell’antichità erano addirittura considerati una medicina: i Greci li usavano come remineralizzanti, ricostituenti, disinfettanti, per curare malattie come lo scorbuto e come antireumatico. I romani usavano le foglie di verza per curare i traumi dei soldati e nell’ottocento i crauti erano il cibo che non mancava mai sulle navi per fornire il necessario apporto di vitamine all’equipaggio.

 

CARATTERISTICHE NUTRIZIONALI

In generale i membri della famiglia delle Crucifere apportano poche calorie, pochissime proteine e nessun grasso. Sono ricche di acqua e fibra contribuendo così all’idratazione e al benessere del nostro intestino. Le vitamine e i Sali minerali non mancano: le vitamine del gruppo B per sostenere il metabolismo cellulare, l’acido folico indispensabile durante la gravidanza, la vitamina C per rafforzare le difese immunitarie, la vitamina K per la coagulazione del sangue e poi potassio, zolfo, calcio, selenio e magnesio.

Clorofilla e antocianine sono i pigmenti responsabili dei caratteristici colori che spaziano dal verde al viola, ma non solo. La clorofilla è un potente antiossidante, stimola l’attivazione del metabolismo cellulare ed è utile nella depurazione del fegato. Le antocianine sono utili per migliorare la funzione visiva e sono un ottimo alleato contro la fragilità capillare.

Le crucifere apportano anche una buona quantità di flavonoidi, sostanze chimiche naturali conosciuti per i loro benefici sulla salute. Troviamo:

  • la quercetina che è un potente antiossidante ed in particolare protegge dalle malattie cardiovascolari
  • isotiocianati, sulforafano e indoli: tre composti che agiscono su più fronti per contrastare la formazione del cancro ed in particolare quello al seno, all’utero e all’intestino.

Ultima, ma non per importanza, la presenza di carotenoidi ed in particolare il beta-carotene indispensabile per la salute di pelle e occhi.

Siamo di fronte ad una fonte inesauribile di nutrienti indispensabili per la salute del nostro organismo.

 

IL PUNTO CRITICO: LA COTTURA

La nota negativa? Il caratteristico odore che si sprigiona durante la cottura e che non invoglia la maggior parte delle persone a mangiarli.

Il responsabile è lo zolfo e più la cottura è prolungata e maggiore sarà l’odore.

Il consiglio? Preferiamo cotture brevi, ad esempio la pentola a pressione, il vapore o “al salto” in padella.

Avremo così verdure croccanti, che conservano ancora tutti i nutrienti che altrimenti andrebbero persi con cotture eccessive, ma soprattutto meno odore.

Per non sentire l’odore di cavoli in tutta la casa possiamo anche affidarci a qualche trucco del mestiere: aggiungere all’acqua di cottura qualche foglia di alloro oppure un cucchiaio di aceto di vino bianco o di latte. Oppure ancora mettere sul coperchio della pentola un pezzo di pane imbevuto di aceto o di succo di limone.

Per fortuna non tutti i componenti della famiglia richiedono la cottura: verza, cavolo riccio e rosso si prestano benissimo a comporre insalate invernali super-nutrienti.

COME SCEGLIERE LE VERDURE MIGLIORI

Sia che si tratti di cavolo nero, broccoli o cavolfiori è sempre bene verificare che si tratti di un prodotto fresco. Bisogna guardare che le foglie o le infiorescenze siano ben sode e compatte, che non ci siano ammaccature o foglie gialle e che non ci siano muffe (i puntini neri che si possono trovare sui cavolfiori!)

Anche se siamo in inverno il frigorifero è sempre il luogo migliore in cui conservarli perché tendono ad appassire velocemente nell’arco di 4-5 giorni.
Se abbiamo paura di dimenticarcele e poi di doverle buttare una valida strategia è quella di cucinarli appena acquistati e di riporli nel freezer: nessun nutriente andrà perso e avremo sempre una porzione pronta per l’uso.

 

COME CONTORNO E NON SOLO.

Siamo abituati a pensare a cavolfiori e broccoli come ad un semplice contorno, ma a dire il vero le crucifere si sposano benissimo con qualsiasi portata.

Possono diventare ottime zuppe e minestre, basti pensare alla tradizione toscana dove il cavolo nero è il protagonista della ribollita. Ma anche il semplice minestrone di tutti i giorni diventa più ricco se aggiungiamo le cimette dei cavolfiori e dei broccoli o della verza.

Anche il sugo della pasta è un’ottima idea per portare in tavola queste verdure: orecchiette con le cime di rapa o pasta con i broccoli.

Verza e cavolo cappuccio tagliati finemente sono l’ideale per la preparazione di insalate invernali dal sapore particolarmente pungente.

Le verdure cotte a vapore possono anche essere inserite come ripieno per una torta salata oppure essere passate al forno con pangrattato e prezzemolo per avere un contorno sano, ma sfizioso.

In qualunque modo vengano servite, ricordiamoci che sarebbe bene cercare di portarle in tavola almeno 3 volte alla settimana per poter godere dei loro benefici.

FEBBRAIO: il carrello della spesa di EMOTIFOOD

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Febbraio è il mese più corto dell’anno, è il mese del Carnevale, ma nonostante questo la Natura non ci fa scherzi e ci mette a disposizione molta frutta e tantissima verdura.

 

Nel cuore dell’inverno l’offerta di frutta fresca non è vasta, ma è estremamente funzionale: arance, mandarini, bergamotti, pompelmi, clementine, mandarini, mandaranci, limoni, kiwi…tutti ricchi di vitamina C, una vitamina preziosa perché il nostro corpo non è in grado di produrla e che aiuta a rafforzare e sostenere le difese immunitarie. Il nostro consiglio? Portiamone almeno una porzione al giorno sulla nostra tavola!

Non dimentichiamoci di mele e pere…siamo sempre abituati ad averle a disposizione, ma questa è la stagione dove esprimono al massimo il loro sapore!

Lo sapevate che esistono circa 7500 varietà conosciute di mele?

 

Se la frutta è limitata, l’offerta di verdura è così vasta che è quasi difficile riuscire ad assaggiarla tutta.

Barbabietola, bietole, broccoli, broccolo romanesco, carciofi, cardi, carote, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, cavolo cappuccio, cavolo verza, cicoria, cicorino da taglio, cime di rapa, cipolle, finocchi, indivia, lattuga, porri, puntarelle, radicchio, rape, sedano rapa, topinambur, scorzonera, spinaci, valeriana, zucca.

 

Diamo un’occhiata ai colori: in questo periodo domina il verde in tutte le sue sfumature, accompagnato da schizzi di arancione, viola e bianco.

Vi siete mai chiesti il perché? Perché sono tutti ortaggi ricchi di clorofilla, carotenoidi, magnesio, vitamina C, acido folico e luteina…tutti nutrienti che ci aiutano ad affrontare al meglio l’inverno e ci preparano al prossimo cambio di stagione.

 

Perciò portiamoli senza timore in tavola sotto forma di calde zuppe e minestre o semplicemente cotti al vapore e conditi con un filo di olio extravergine di oliva. Una valida alternativa, ottima anche per i più piccoli, è quella di inserire tutta questa verdura come ingrediente di torte salate o polpette.

 

Ultima, ma non per importanza, la frutta secca a guscio: noci, mandorle, nocciole, pinoli. Fonte inesauribile di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, vitamine e sali minerali. È frutta molto energetica, ma consumata nelle giuste proporzioni è quello che ci vuole per affrontare il freddo.

 

 

IL LATO DOLCE DELLA FRUTTA

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Vi siete mai chiesti quale sia la composizione chimica della frutta? Al primo posto troviamo l’acqua (85-95% a seconda dei tipi), seguita da zucchero, da una discreta quantità di fibra alimentare, vitamine, sali minerali e fitonutrienti

Stiamo quindi parlando dell’UNICO alimento naturalmente DOLCE! E la domanda nasce spontanea: “Dolce? Allora dobbiamo fare attenzione!!!”.

Anziché preoccuparci proviamo a conoscere questi zuccheri e impariamo a gestirli nel contesto della nostra alimentazione quotidiana.

Il responsabile del sapore dolce è il fruttosio, lo zucchero della frutta per eccellenza, anche se troviamo percentuali variabili di glucosio e saccarosio. Sono zuccheri “semplici” o carboidrati semplici, cioè composti dal sapore dolce, solubili in acqua, di facile digestione e rapido assorbimento cioè forniscono energia pressoché immediata al nostro organismo

In base alla quantità di zuccheri potremmo idealmente dividere la frutta in:

Frutta a basso contenuto di zuccheri – quantità di zuccheri è inferiore a 6 grammi ogni 100 grammi di prodotto. Stiamo parlando di limoni, lime, frutti di bosco (mirtilli, more e lamponi), fragole, avocado. Via libera al loro consumo, ovviamente sempre nel rispetto delle indicazioni nutrizionali su frequenza e quantità. Nota a parte per l’avocado: è l’unico nella famiglia dei “poco dolci” ad avere una buona quantità di grassi “buoni”: due ottimi motivi per portarlo sulla vostra tavola.

Frutta a medio contenuto di zuccheri – quantità di zuccheri varia tra i 6 e i 10 grammi ogni 100 grammi di prodotto. Albicocche, mele, pesche, anguria, papaya, kiwi, ciliegie…semaforo verde anche per questo secondo gruppo: il contenuto di zuccheri si alza leggermente ma come al solito l’equilibrio e la moderazione fanno la differenza.

Frutta ad elevato contenuto di zuccheri – quantità di zuccheri superiore a 10 grammi di zuccheri ogni 100 grammi di prodotto. Mandarini, uva, banana, fichi, prugne…contengono sicuramente una quantità più importante di zuccheri rispetto a quella delle categorie precedenti. Non vanno assolutamente eliminati: l’indicazione nutrizionale è quella di un consumo saltuario.

Una nota importante riguarda il grado di maturazione: man mano che un frutto matura cambia il suo colore, la succosità, la morbidezza, ma soprattutto la sua dolcezza. Con la maturazione aumenta il contenuto di zuccheri semplici e diminuiscono gli acidi organici responsabili del sapore acidulo. Il consiglio è comprare la frutta di stagione: la giusta maturazione e soprattutto il miglior apporto di nutrienti è garantito da Madre Natura

Oltre alla frutta fresca spesso in tavola portiamo anche la frutta essiccata e la frutta secca.

La frutta essiccata (albicocche secche, fichi secchi, uvetta…) si ricava attraverso un processo di disidratazione della frutta fresca che prevede la totale eliminazione della parte acquosa facendo in modo che si concentrino gli zuccheri e di conseguenza aumenti anche il quantitativo calorico dell’alimento. La fibra, le vitamine e i sali minerali restano comunque una parte caratterizzante dell’alimento. Quanta consumarne? Occorre fare attenzione alle dosi: un massimo di 40 g al giorno in sostituzione di una porzione di frutta

 

La frutta secca (mandorle, noci, nocciole..), diversamente da quanto abbiamo visto per altri tipi di frutta apporta una bassissima quantità di zuccheri semplici compensata da un’elevata concentrazione di acidi grassi, soprattutto insaturi, proteine, minerali, vitamine, fitosteroli, insomma una miniera di nutrienti.

Un consumo regolare e misurato di frutta secca, nell’ordine di 30 g al giorno, può contribuire al benessere de nostro organismo.

 

Abbiamo voluto porre la nostra attenzione sugli zuccheri contenuti nella frutta. Naturalmente si tratta solo di

un singolo principio nutritivo, mentre un cibo deve essere valutato nella sua interezza, prima di poter affermare

se sia positivo, negativo o da inserire con moderazione nella propria alimentazione.

Il messaggio che dobbiamo portare a casa è “EQUILIBRIO, VARIETA’ E MODERAZIONE”.

L’etichetta nutrizionale… questa sconosciuta!

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L’etichetta serve a identificare esattamente un prodotto. L’etichetta nutrizionale è presente per Legge su tutti i prodotti preconfezionati, ma molto spesso non le concedi – confessalo – neppure uno sguardo. Male, e sai perché? Te lo spiego qui sotto.

Fermati un attimo e rifletti: che cosa determina la tua scelta rispetto all’acquisto di un prodotto? La forma e il colore della confezione, l’immagine presente sul pacchetto o ancora, il relativo messaggio pubblicitario che gira in tv o nei canali social? Le industrie alimentari (e non solo) arruolano sociologi, psicologici etc per creare packaging sempre più originali che possano attrarre la tua attenzione e stimolare la tua voglia di “buono” e “gustoso”.

Per non cadere nella loro trappola, credi a me, esiste solo un metodo davvero infallibile: imparare a leggere l’etichetta del prodotto. Punto. E da lì non si scappa, perché è tutto scritto nero su bianco (se impari a tradurre le informazioni riportate). Avrai così un metro di misura impeccabile per capire se quello che stai per mettere nel carrello gioverà alla tua salute e, da non sottovalutare, al tuo girovita oppure no.

E tu, di che yogurt sei?

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Lo yogurt è un alimento apprezzato da molti di noi. Da consumare come spuntino oppure al posto del dolce, a conclusione di un pasto, viene proposto sul mercato in mille declinazioni differenti, bianco, con la frutta e i cereali, magro, intero e la scelta è infinita… e spesso con troppo zucchero, soprattutto gli yogurt alla frutta. Facciamo allora un po’ di chiarezza.

Ottimo per uno snack leggero, quando lo è davvero!

Lo yogurt, quando hai voglia di qualcosa di fresco e cremoso, che appaghi la tua voglia di buono senza pesare sulla linea, rappresenta un’ottima soluzione. Entri al supermercato, ti avvicini al banco frigo e rimani di stucco: ce ne sono un’infinita infinità, tra aromatizzati, alla frutta, al caffè, al cioccolato, con il muesli e perfino con le praline. Si distinguono poi tra yogurt interi e yogurt magri, di latte vaccino, di latte di capra oppure di soia e, per chi non ne avesse ancora abbastanza, c’è anche lo yogurt che arriva dalla Grecia.

Ottimo no, “melius abundare quam deficere” dicevano i nostri predecessori. Ma per scegliere quale acquistare, senza far danni per la salute, come si fa? Inutile dire che gli yogurt più golosi sono anche i più calorici e nutrizionalmente sbilanciati, ahimè!

Frutta da bere: attenzione allo zucchero!

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Succhi, centrifugati, frullati e smoothies: sono tante le alternative che troviamo sul mercato e che ci vengono proposte come salutari. Dobbiamo però fare attenzione agli ingredienti in esse contenuti, che quasi sempre non si limitano alla sola frutta. Che l’operazione “trova l’intruso” abbia inizio, dunque!

Leggi sempre le etichette!
Ogni volta che ti avvicini a un alimento, prima di inserirlo nel carrello, il mio consiglio è: leggi l’etichetta! La regola vale anche per le bevande, la cui consistenza liquida può indurti a pensare che il contenuto in calorie non sia poi così eccessivo. E invece no, non è così.

Dietro una porzione di frutta da bere può nascondersi infatti una bomba in grado di far schizzare la tua glicemia alle stelle in pochi sorsi (bye bye girovita!!). Certo, c’è bevanda e bevanda, ma tu per non sbagliare controlla sempre la tabella nutrizionale presente sulla confezione (è obbligatoria per Legge!).
Spesso infatti le generiche indicazioni riportate sul pack del tipo “senza zuccheri aggiunti” possono rivelarsi forvianti. Ipotizzando che all’interno del prodotto non vi siano realmente zuccheri aggiunti, è infatti assolutamente certo che ci siano però quelli derivati dalla frutta stessa.

Basta pensare che una confezione di succo di frutta da 1,5 litri “senza zuccheri aggiunti” può arrivare a corrispondere in termini di calorie a 180 g di pasta per
capire quali danni possa causare il consumo della bevanda sbagliata. Ed il guaio è che si finisce spesso per consumarne una intera nell’arco di una giornata, proprio perché tanto “è solo frutta nel brick”.

“Alimenti Light” uguale leggeri?

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In commercio ci sono lo yogurt, il formaggio, gli snack, le brioches e persino il burro in versione leggera. Ma cosa si nasconde davvero dietro a questa dicitura: bugia o verità? Scopriamolo insieme.

Quando ti trovi di fronte a un prodotto etichettato come “light”, ammettilo, ti senti già un po’ più serena. Sì perché, anche se si tratta di uno di quegli alimenti che il tuo nutrizionista ti ha consigliato di consumare con moderazione, credi di essere autorizzata ad acquistarlo – e soprattutto a gustarlo senza troppi indugi – perché “tanto nella versione leggera tutto è concesso”.

Alto là, facciamo un passo indietro: ti sei mai chiesta che cosa significa davvero light? E ancora, leggero rispetto a che cosa?
Gli alimenti etichettati come light sono generalmente prodotti alimentari che forniscono meno calorie rispetto agli equivalenti tradizionali. Ad essere ridotti sono principalmente gli zuccheri o i grassi. Per colmarne la carenza però, e mantenere il sapore e la consistenza degli alimenti originali, spesso si ricade nell’aggiunta di additivi come ad esempio dolcificanti, aromatizzanti e conservanti, che certo non possono dirsi salutari.

 

Facciamo alcuni esempi

Prendiamo un cornetto alla crema, ricco di grassi, zuccheri e calorie: non è detto che nella versione “light” il suo valore ed apporto calorico risultino soddisfacenti da un punto di vista nutrizionale. Ovvio, la brioche alleggerita sarà sicuramente migliore rispetto alla versione tradizionale, ma comunque non salutare e bilanciata quanto un piccolo toast integrale farcito con della bresaola o del prosciutto cotto. È la legge della relatività.

Stesso discorso vale per la maggior parte dei formaggi che rimangono pur sempre un concentrato di grassi: a salvarsi sono ben pochi, come ad esempio la ricotta, povera di lattosio e prodotta con il siero.

Gli alimenti light possono dunque rappresentare un’alternativa nelle diete dimagranti, ma il vero segreto per mantenere la linea o perdere i chili di troppo non sta affatto nel riempire il carrello di prodotti “alleggeriti”. Sta piuttosto nello scegliere il più possibile alimenti magri “alla fonte” come carni bianche, pesce, uova, yogurt magro, frutta verdura e cereali integrali.

Visto e considerato l’elevato prezzo di questi prodotti, chi conduce uno stile di vita sano (alimentazione varia ed equilibrata e un po’ di movimento ogni giorno) può tranquillamente farne a meno.

Emanuela Russo

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