Archive for settembre, 2018

A proposito di vino rosso

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La parola “vino” deriva dal sanscrito “vena” (“amare”) da cui deriva anche il nome latino Venus della dea Venere. Vino, dunque, è … amore, piacere di stare insieme.

Uva da vino e uva da tavola
Lo sapevate che c’è una differenza? Il vino non può essere prodotto da tutte le uve ma solo da quelle, appunto, da vino. Le uve da tavola, sono diverse dalle uve da vino. L’Italia eccelle in entrambi i settori.

Un’ottima annata
L’annata (o anno di raccolta delle uve) è molto enfatizzata nel mondo del vino, perché la qualità finale dei grappoli è particolarmente influenzata dal clima, in tutte le fasi di crescita della vite: sin da quando è ancora in fase quiescente fino alla fioritura, da quando si forma e matura il grappolo d’uva fino alla vendemmia.

Che cosa contiene il vino?

Il vino è fatto per l’85 per cento di acqua ma è nel restante 15 per cento (e non tanto nell’alcol, 13%) che sta la sua essenza inebriante:
– acetaldeide, 0.5%
– glicerolo, 0,7%
– acidi (tartarico, 0.40%; lattico, 0.20%; malico, 0.20%)
– acido acetico (“acidità volatile”): se in quantità eccessive, il vino sa di aceto
zuccheri (fino a 3-4 g/L) anche se il sapore “dolce” non si percepisce al palato
resveratrolo, un composto organico della famiglia dei polifenoli presente nell’uva, nelle noci, nella soia e altre pianti commestibili, dalle documentate proprietà anti-ossidanti e anti-tumorali; il resveratrolo ha un’azione protettiva su cuore e vasi e ne contrasta l’invecchiamento. Il vino rosso ne è molto più ricco rispetto a quello bianco, per questo è da preferire.
– altri polifenoli, con proprietà antiossidanti come antocianine e catechine.
– tannini: polifenoli naturali del vino, danno la sensazione di “astringenza”, di secchezza al palato.

Tutti i vini, bianchi e rossi contengono anche solfiti naturali, in minime quantità (la metà di quelli contenuti in una lattina di coca cola). Vengono prodotti durante la fermentazione e sono utili (in quantità ridotte) per la conservazione del vino, svolgono un’azione antisettica e antiossidante.
NB. In grandi quantità, i solfiti sono dannosi per la salute, in quanto tossici e irritanti. Alcune persone sono intolleranti o allergiche ai solfiti, per questo è obbligatorio di legge indicare sull’etichetta del vino: “Contiene solfiti”. A proposito, anche le etichette dei vini sono da leggere, non solo le etichette degli alimenti (L’etichetta nutrizionale… questa sconosciuta!)

Quante calorie in un calice di vino?
L’alcol sviluppa circa 7 calorie al grammo. Ogni bicchiere da 150 ml contiene 150 calorie e circa 2 grammi di carboidrati.

Vino rosso: un bicchiere di salute?
Non esistono soglie di consumo di alcol, neppure molto basse, considerate sicure per la salute: questo, in estrema sintesi, il messaggio di una recentissima metanalisi pubblicata dal prestigioso The Lancet (vedi references). Il rischio legato al consumo abituale di alcol è evitabile su base individuale perché le variabili da considerare sono davvero tante: quella che è considerata una dose moderata per una persona, può essere eccessiva per un’altra; è una scelta e un’abitudine personale, da fare con buon senso, in base alla propria salute generale, sempre con l’obiettivo ben chiaro di mantenere uno stile di vita sano. Quel che è certo è che “Less is better!” (Meno è meglio!). Valori indicativi da non superare, ogni giorno? Ce li suggerisce l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), per una persona in buona salute:

  • 1 bicchiere scarso (125 ml) al giorno per le donne, più sensibili agli effetti dell’alcol, hanno più difficoltà a smaltirlo;
  • 2 bicchieri scarsi (250 ml) al giorno per gli uomini.

Come si conserva il vino?
Le condizioni ideali, quando è chiuso, sono: Temperatura 14°C, umidità 80%.
Da evitare assolutamente: sbalzi di temperatura, luce diretta, ripostigli piccoli e caldi.

DURATA DI UN VINO UNA VOLTA APERTO
Fortificati (Madeira, Marsala, Porto, Sherry, etc)

 

1 – 2 MESI

(12-16 °C)

 

Dolci (Brachetto, Cagnina, Fragolino, Lambrusco, Merlot, Shiraz, Zifandel, etc)

 

2 – 3 SETTIMANE

(12-16 °C)

 

Rossi corposi (Amarone, Barolo, Barbera, Brunello, Lambrusco, Primitivo, Sangiovese, etc) 5 – 7 GIORNI

(17-20 °C)

 

Rossi leggeri (Barbera d’Asti, Cabernet Sauvignon,  Chianti d’annata, Gutturnio, Lambrusco Emilia, Montepulciano, Valpolicella, etc) 4 – 5 GIORNI
(12-16 °C)
 
Rosati** (Bardolino Chiaretto, Bagnoli, Cerasuolo, Castel del Monte Rosato, Garda Chiaretto, Negroamaro, Nero d’Avola, Pinot rosato, Salice Salentino, etc)

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** Il colore rosé di questi vini deriva dall’uso di una particolare tecnica di vinificazione: le bucce dell’uva vengo lasciate a macerare direttamente sul mosto per un periodo variabile da poche ore ai due giorni. Questo contatto prolungato fra bucce e mosto determina il colore rosato del vino e – non come molti pensano – una miscela tra vino rosso e vino bianco (Fonte: Vinology, 2018).

 

3 – 4 GIORNI

(7-14 °C)

Bianchi strutturati (Brolettino, Chardonnay, Etna Bianco, Moscato giallo, Pinot bianco, Ribolla gialla, Riesling, Traminer aromatico, Trebbiano, Vernaccia, etc)

 

3 – 4 GIORNI
(7-14 °C)
Bianchi giovani (Chardonnay, Kerner, Falanghina, Gavi, Pinot grigio, Ribolla, Sauvignon, Soave, Terlaner, Verdicchio, Vermentino, etc) 2 – 3 GIORNI

(7-14° C)

Spumanti (Asti spumante, Cava, Crémant, Prosecco, Franciacorta, etc) 1 – 2 GIORNI
(5-10° C)

Fonte: Torcoli A – Vinology, BUR 2018

3+2 pasti, sono l’ideale. No ai digiuni prolungati.

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Un’alimentazione non corretta è la causa principale di obesità, sovrappeso, diabete tipo 2 e molte malattie cardiovascolari. Mangiare in modo consapevole può aiutare, invece, non solo a mantenersi in forma ma anche a prevenire le tante malattie cardiovascolari che un’alimentazione errata può causare. Fare 5 pasti al giorno, ad esempio, è importante per una alimentazione sana e bilanciata anche perché rimaniamo sempre in “fase attiva”. Mangiare con regolarità non vi farà sentire troppo affamati e non sentirete o percepirete meno, il desiderio di esagerare al pasto successivo.

Quindi, questa ripartizione in 3 pasti principali e 2 spuntini è fondamentale per mantenere il metabolismo attivo e per evitare attacchi di fame. Prima colazione ricca (che non dovrà mai mancare!!), pranzo e cena intervallati da un paio di spuntini, che sia un frutto, uno snack ai cereali, crackers, yogurt e simili; consigliamo di farlo anche quando non si ha fame. Un’ultima nota importante: se vi imponete fasi di digiuno troppo prolungate, il vostro organismo tende a consumare massa magra.

 

Come avere un rapporto sano e corretto con il cibo

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Come avere un rapporto sano e corretto con il cibo: che cos’è il metodo MINDFOODNESS. Ne parliamo con il suo ideatore, il dr. Emanuel Mian, psicologo e psicoterapeuta che all’argomento ha dedicato un libro, fresco di stampa e già un best seller (MindFoodNess, Mind Edizioni, 180 pagine

6 + 1 consigli dopo la chirurgia bariatrica

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La chirurgia bariatrica o chirurgia dell’obesità può essere davvero un ottimo strumento per chi, per tanti anni ha combattuto contro una malattia: l’obesità.
Perché l’obesità è una malattia.
Ovviamente questo tipo di chirurgia è utile per chi già ha tentato altre strade: l’approccio psico-nutrizionale, le diete, le pillole magiche, gli sciamani e qualsiasi altra cosa abbia in qualche modo fatto tante promesse di cura.

LEGGI I CONSIGLI SOTTO O GUARDA IL VIDEO
“La chirurgia dell’obesità o chirurgia bariatrica puo’ essere una valida soluzione ma…deve essere gestita con la testa!”
https://youtu.be/_Or7RWwi9fA