Archive for the ‘Chiedi agli esperti Emanuel’ Category

Supporto psiconutrizionale

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Oltre 14.000 ore di esperienza nella psicoterapia di pazienti con disturbi del comportamento alimentare e dell’Immagine Corporea, fanno del dr. Emanuel Mian, uno dei massimi esperti in Italia del settore. Le sue ricerche relative al dismorfismo corporeo nei disturbi alimentari (in particolare anoressia e bulimia) sono state riportate, oltre che in centinaia di comunicazioni a congressi e pubblicazioni scientifiche, anche in una puntata del programma di Piero Angela “SuperQuark”


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Terapia a seduta singola

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La Terapia a Seduta Singola (Single Session Therapy) è un approccio relativamente recente che si propone di fare psicoterapia e consulenza psicologica ottimizzando ogni seduta terapeutica e cercando di ottenerne il massimo risultato possibile.

La Terapia a Seduta Singola (Single Session Therapy) si integra con qualunque altro approccio psicoterapeutico e consente di ridurre tempi di intervento e liste di attesa, fornendo un aiuto concreto e immediato, e massimizzando gli effetti di ogni singolo incontro. Il dott. Emanuel Mian ha di recente completato la formazione anche nella Terapia a seduta singola (Single Session Therapy) secondo il modello dell’Italian Center for Single Session Therapy, che ha sede a Roma, p.za Bologna n. 2.


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References

Italian Center for Single Session Therapy

MBCT

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La Terapia cognitiva basata sulla Mindfulness è un approccio elaborato dai prof. Zindel V.Segal, Mark G.Williams e John D. Teasdale con l’obiettivo di prevenire le ricadute delle crisi depressive e associa alcune tecniche per la riduzione dello Stress basate sulla consapevolezza (MBSR, dall’inglese Mindfulness Based Stress Reduction) con elementi della Terapia Cognitiva.

Numerosi studi condotti per valutare l’efficacia di questo approccio hanno evidenziato una significativa riduzione dei sintomi fisici e psicologici a lungo termine dei pazienti in terapia con positivi cambiamenti dell’atteggiamento, del comportamento e della percezione di se stessi, degli altri e del mondo circostante. La MBCT (Mindfulness Based Cognitive Therapy) mira soprattutto a favorire nel paziente un distacco dalle preoccupazioni e dall’ansia che creano continua sofferenza e a fornirgli strumenti utili per la gestione dei pensieri depressivi e per consentirgli di riconoscere precocemente ed elaborare in modo autonomo i segnali di influenza negativa che essi hanno sulla sua qualità di vita.


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References

Askey-Jones R – Mindfulness-Based Cognitive Therapy: An Efficacy Study for Mental Health Care Staff.
J Psychiatr Ment Health Nurs. 2018 May 21

Strauss C, Lea L, Hayward M, et al – Mindfulness-based exposure and response prevention for obsessive compulsive disorder: Findings from a pilot randomised controlled trial.
J Anxiety Disord 2018 Apr 30

Shulman B, Dueck R, et al – Feasibility of a mindfulness-based cognitive therapy group intervention as an adjunctive treatment for postpartum depression and anxiety.
J Affect Disord 2018 Aug 1;235:61-67

Grensman A, Acharya BD, et al – Effect of traditional yoga, mindfulness-based cognitive therapy, and cognitive behavioral therapy, on health related quality of life: a randomized controlled trial on patients on sick leave because of burnout.
BMC Complement Altern Med 2018 Mar 6;18(1):80

Alsubaie M, Abbott R, et al – Mechanisms of action in mindfulness-based cognitive therapy (MBCT) and mindfulness-based stress reduction (MBSR) in people with physical and/or psychological conditions: A systematic review.
Clin Psychol Rev 2017 Jul;55:74-91

Perry-Parrish C, Copeland-Linder N, et al – Improving self-regulation in adolescents: current evidence for the role of mindfulness-based cognitive therapy.
Adolesc Health Med Ther 2016 Sep 13;7:101-108

Lao SA, Kissane D, Meadows G – Cognitive effects of MBSR/MBCT: A systematic review of neuropsychological outcomes.
Conscious Cogn 2016 Oct;45:109-123

CAPS

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Gli strumenti digitali possono essere un valido supporto durante le sedute di psicoterapia. Si è assistito in questi anni ad un rapido diffondersi di software, test, app e tools specifici ai fini psico-diagnostici che rappresentano in molti casi un valido ausilio, sia per lo psicoterapeuta che per il paziente, per valutazioni durante la visita e/o anche a distanza.


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References
Firth J, Torousbc J, et al – Can smartphone mental health interventions reduce symptoms of anxiety? A meta-analysis of randomized controlled trials.
Journal of Affective Disorders, Volume 218, 15 August 2017, Pages 15-22

Myers CE, Radell ML, et al – Beyond symptom self-report: use of a computer “avatar” to assess post-traumatic stress disorder (PTSD) symptoms.
Stress 2016 Nov;19(6):593-598. Epub 2016 Sep 21

Derek R, Richardson T -Computer-based psychological treatments for depression: A systematic review and meta-analysis.
Clinical Psychology Review, Volume 32, Issue 4, June 2012, Pages 329-342

Königbauer J, Letsch J et al – Internet- and mobile-based depression interventions for people with diagnosed depression: A systematic review and meta-analysis.
Journal of Affective Disorders, Volume 223, 1 December 2017, Pages 28-40

Marks I, Cavanagh K – Computer-aided psychological treatments: evolving issues.
Annu Rev Clin Psychol 2009;5:121-41

Majer V – Test e computer. La valutazione psicologica assistita dall’elaboratore
Franco Angeli Editore

BODY IMAGE REVEALER® (B.I.R.®)

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Il Body Image Revealer® è uno strumento innovativo e tecnologicamente avanzato per la diagnosi scientifica dei disturbi del comportamento alimentare (Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa e Binge Eating Disorder), ideato dal Dr. Emanuel Mian, che si basa sulla distorsione dell’immagine corporea.

Il Body Image Revealer® (B.I.R. ®) può essere considerato come uno specchio virtuale, che riproduce fedelmente l’immagine corporea della persona in trattamento. Utilizzando questa proiezione e valutando le modifiche effettuate dal singolo paziente, è possibile individuare la presenza di disturbi alimentari. Per chi opera in questo settore, il Body Image Revealer® porta indubbiamente notevoli vantaggi, specie nella predisposizione delle “terapie di cura”.

Riccardo Dalle Grave – Presidente dell’AIDAP (Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso); Responsabile dell’Unità di Riabilitazione Nutrizionale della Casa di Cura Villa Garda

“Il Body Image Revealer® è uno strumento rivoluzionario per lo studio dell’Immagine corporea. A differenza dei precedenti strumenti, riesce a distorcere la figura del paziente senza modificare l’ambiente che lo circonda. L’effetto di tale distorsione è di un realismo stupefacente. Lo strumento può essere usato per la ricerca sull’Immagine corporea nei pazienti affetti da disturbi dell’alimentazione, obesità e da altre problematiche che coinvolgono l’Immagine corporea. Prevedo che il Body Image Revealer® diventerà uno strumento di riferimento per ogni clinico e ricercatore impegnato nello studio e nel trattamento dei disturbi dell’Immagine corporea.”

Professor Dr. John VanderlindenUniversity Center St Josef Kortenberg and Catholic University of Leuven, Faculty of Psychology (Belgium)

“The Body Image Revealer® is the first instrument in the field of Eating Disorders that enables psychotherapist and researchers to directly assess one of the core symptoms in Eating Disorders, i.e. disturbances in the Body Image and Body Experience. This way, the Body Image Revealer® will enable to study more in depth this complex problem of disturbed Body Image in Eating Disorder patients and may evoke new knowledge for a better understanding and treatment of this often therapy-resistant problem.”


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References

Zamariola G, Cardini F, Mian E, Serino A, Tsakiris M – Can you feel the body that you see? On the relationship between interoceptive accuracy and body image.
Body Image 2017 Mar;20:130-136

Mian E, Gerbino W – Body Image Assessment in the Computer Aided Psychological Support for Eating Disorders.
Frontiers in Neuroengineering 2 · June 2009

EMDR

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L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio terapeutico utilizzato soprattutto per la gestione di ansia, panico, disturbi post-traumatici da stress.

Questa metodica si concentra in particolare sul ricordo dell’esperienza traumatica e utilizza i movimenti degli occhi e altri stimoli per trattare e progressivamente desensibilizzare il soggetto verso i disturbi correlati ad esperienze negative o fonte di particolare stress emotivo.

L’EMDR consente di desensibilizzare il soggetto nei confronti della carica emotiva negativa correlata al ricordo dell’evento traumatico. La terapia è efficace anche se sono passati diversi anni dal trauma scatenante. Il cambiamento è piuttosto repentino ed evidente e consente al soggetto di cambiare rapidamente prospettiva e adattarsi meglio alla nuova realtà. Il paziente risulta più consapevole e in grado di distinguere meglio i pericoli reali attuali da quelli immaginari, legati al passato e/o condizionati dalla propria ansia. La persona riesce progressivamente a distaccarsi dal proprio passato e a percepirlo come un “ricordo lontano” e non più in grado di influenzarlo negativamente dal punto di vista emotivo. L’esperienza passata viene rielaborata e utilizzata in modo costruttivo, di crescita e adattamento.

L’EMDR si è dimostrato un approccio efficace anche per i soggetti che hanno difficoltà a verbalizzare un trauma che hanno vissuto. Non utilizzando strumenti verbali, l’EMDR, può aiutare il paziente a gestire meglio le emozioni intense che potrebbero scaturire durante la fase di elaborazione del trauma.

 


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References
EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing)

EMDR Europe

EMDR Global Alliance

Terapia ACT

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L’Acceptance and Commitment Therapy, o ACT (“ACT” si pronuncia come singola parola, non come lettere separate) è una nuova forma di psicoterapia, con solide basi scientifiche, e fa parte di quella che viene definita la “terza onda” della terapia cognitivo-comportamentale.

L’ACT prende in considerazione alcuni concetti non convenzionali:

  • La sofferenza psicologica è normale, è importante ed accompagna ogni persona.
  • Non è possibile sbarazzarsi volontariamente della propria sofferenza psicologica, anche se si possono prendere provvedimenti per evitare d’incrementarla artificialmente.
  • Il dolore e la sofferenza sono due differenti stati dell’essere.
  • Non bisogna identificarsi con la propria sofferenza.
  • Si può vivere un’esistenza dettata dai propri valori, iniziando da ora, ma per farlo si dovrà imparare come uscire della propria mente ed entrare nella propria vita.

Un cambiamento di prospettiva
In definitiva, ciò che viene richiesto dall’ACT, è un fondamentale cambiamento di prospettiva: uno spostamento nel modo in cui viene considerata la propria esperienza personale. Gli strumenti di cui si avvale, forniscono nuove modalità per affrontare le difficoltà di natura psicologica e cercano di cambiare l’essenza dei problemi psicologici e l’impatto che essi hanno sulla vita di chi ne soffre.

I 3 cardini dell’ACT
L’Acceptance and Commitment Therapy si basa su tre punti fondamentali:

  1. Mindfulness: è un modo di osservare la propria esperienza che, per secoli, è stato praticato in Oriente attraverso varie forme di meditazione. Recenti ricerche sulla psicologia occidentale, hanno provato che praticare la mindfulness può avere benefici psicologici importanti. Attraverso tali tecniche si impara a guardare al proprio dolore, piuttosto che vedere il mondo attraverso di esso; si può comprendere che ci sono molte altre cose da fare nel momento presente, oltre a cercare di regolare i propri contenuti psicologici.
  2. Accettazione: si basa sulla nozione che, di norma, tentando di sbarazzarsi del proprio dolore si arriva solamente ad amplificarlo, intrappolandosi ancora di più in esso e trasformando l’esperienza in qualcosa di traumatico. L’ACT opera una chiara distinzione tra dolore e sofferenza. Per la natura del linguaggio umano, quando ci si trova di fronte a un problema, la tendenza generale è di capire come attaccarlo.
    Capire come liberarci dagli eventi indesiderati (come predatori, freddo, inondazioni) è sempre stato un fattore essenziale per la sopravvivenza della razza umana; tuttavia, il tentativo di usare questa stessa organizzazione mentale dinanzi alle proprie esperienze interne non funziona. Quando ci si imbatte in un evento interiore doloroso infatti, si tende a fare ciò che si fa solitamente: organizzarlo e risolverlo per sbarazzarsene. In realtà, però, le esperienze interiori non sono uguali agli eventi esterni e i metodi per cercare di eliminarle non funzionano. Deve essere chiaro che l’accettazione, come viene intesa in questo contesto, non è un atteggiamento nichilistico auto-distruttivo ; né un tollerare il proprio dolore, o il sopportarlo, ma è un vitale e consapevole contatto con la propria esperienza.
  3. Impegno e vita basata sui valori: quando si è coinvolti nella lotta contro i problemi psicologici spesso si mette la vita in attesa, credendo che il proprio dolore debba diminuire, prima di iniziare nuovamente a vivere. L’ACT invita a uscire dalla propria mente ed entrare nella propria vita intraprendendo azioni impegnate in direzione di quelli che sono i propri valori.

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References
Zhang CQ, Leeming E et al – Acceptance and Commitment Therapy for Health Behavior Change: A Contextually-Driven Approach.
Front Psychol 2018 Jan 11;8:2350
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29375451

Hayes SC, Levin ME et al – Acceptance and commitment therapy and contextual behavioral science: examining the progress of a distinctive model of behavioral and cognitive therapy.
Behav Ther 2013 Jun;44(2):180-98
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23611068

Prevedini AB, Presti G et al – Acceptance and commitment therapy (ACT): the foundation of the therapeutic model and an overview of its contribution to the treatment of patients with chronic physical diseases.
G Ital Med Lav Ergon. 2011 Jan-Mar;33(1 Suppl A):A53-63
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21488484

Veehof MM, Oskam MJ et al – Acceptance-based interventions for the treatment of chronic pain: a systematic review and meta-analysis.
Pain 2011 Mar;152(3):533-42
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21251756

Tecniche di rilassamento e respirazione controllata

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Le tecniche di rilassamento sono azioni volontarie per regolare e gestire gli stati di ansia e di stress. Il loro obiettivo è quello di alleviare la tensione e ristabilire l’equilibrio psicofisiologico. In Occidente è solo negli ultimi decenni che le tecniche di rilassamento si sono fatte spazio poiché è stata accettata l’idea che l’organismo sia un sistema complesso costituito dall’interazione di mente e corpo.

Attualmente, le tecniche di rilassamento sono ampiamente utilizzate in molteplici Protocolli di Terapia Cognitivo-Comportamentale, in quanto rappresentano una valida metodologia per imparare a rilassarsi in momenti di difficoltà, di eccessivo stress, ansia e per ridurre i livelli di attivazione accumulati durante la giornata. Le principali tecniche di rilassamento oggi utilizzate sono il Rilassamento Muscolare Progressivo di E. Jacobson e la Respirazione consapevole.

Il Rilassamento Muscolare Progressivo
Il Rilassamento Muscolare Progressivo venne sviluppato da Edmund Jacobson (22 Aprile 22, 1888 – 7 Gennaio, 1983), psichiatra americano antesignano della medicina psicosomatica. Il metodo si basa sull’idea che il pensiero e lo stato emotivo influiscano sul livello di risposta muscolare, evidenziando una relazione tra muscolo, pensiero ed emozioni.

Il Rilassamento Muscolare Progressivo risulta particolarmente utile per chi soffre di disturbi del sonno, dato che induce un riposo muscolare intenso attraverso il quale è molto più facile conciliare il sonno, ma è anche raccomandato per aiutare a combattere lo stress quotidiano e per regolare la rabbia e l’aggressività.

Il Rilassamento Muscolare Progressivo di Jacobson prevede che il soggetto, in primo luogo, sviluppi la propria capacità di individuare lo stato di tensione muscolare. Per raggiungere questo obiettivo, il terapeuta insegna al soggetto a percepire la differenza tra tensione e rilassamento, attraverso ripetuti esercizi di contrazione volontaria e prolungata delle varie zone del corpo, fino a quando sarà in grado di avvertire anche minime contrazioni muscolari.

Quando può essere utile
Questa tecnica può essere indicata nella cura, nel trattamento e nella gestione di diverse problematiche, come:

  • tensione generalizzata, molto intensa che inasprisce stati somatici spiacevoli;
  • ansia, fobie e disturbi dell’umore;
  • stress intenso e prolungato (per es. problemi al lavoro, difficoltà economiche, lavorative, familiari, affettive);
  • insonnia;
  • situazioni importanti che richiedono un supporto psicologico (prima di una riunione di lavoro, un intervento in pubblico, una gara sportiva, una prestazione accademica, etc);
  • disturbi psicovegetativi (o psicosomatici), dove il Rilassamento Muscolare Progressivo trova il suo maggior utilizzo, migliorando in modo significativo la qualità della vita di chi lo pratica regolarmente. La tensione generale molto elevata può acutizzare stati somatici spiacevoli (es. emicrania, somatizzazioni, attacchi di vomito e dolore cronico).


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References
Andrews G – Trattamento dei disturbi d’ansia. Guide per il clinico e manuali per chi soffre del disturbo. Basic principles, protocols, and procedures. Editore: Centro Scientifico Editore, Torino, 2003
Brenner H – Rilassamento progressivo e desensibilizzazione sistematica dell’ansia. Ediz. Paoline, Cinisello Balsamo (Milano), 2° Ed, 1992
Jacobson E – Progressive Relaxation. University of Chicago Press, 1929
Sapir et al – Il rilassamento. Astrolabio Ed., Roma, 1980

Psicodiagnostica

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La psicodiagnostica è la disciplina che si occupa della valutazione e della diagnostica psicologica, psicopatologica e personologica attraverso l’uso di un repertorio integrato di questionari, inventari di personalità, batterie e tecniche testistiche, colloqui clinici, e valutazioni osservative; il tipo di tecniche e strumenti usati variano di volta in volta, in base al contesto e allo scopo della valutazione, all’età e al tipo di eventuali difficoltà dei soggetti valutati. Utilizzo in esclusiva anche alcuni questionari creati dal Body Image Research Center e dall’Emotifood Lab.


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Psicoterapia cognitivo-comportamentale

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Questo approccio moderno integra tecniche comportamentali (automonitoraggio attraverso la stesura di un diario alimentare quotidiano, controllo degli stimoli e rinforzo dei comportamenti positivi) con tecniche cognitive finalizzate a migliorare le relazioni interpersonali, la propria autostima e immagine corporea, la consapevolezza dei segnali di fame e sazietà, la motivazione alla perdita di peso. Tra le tecniche che uso di più: l’analisi della motivazione al cambiamento, il problem solving, l’allenamento a prevenire le recidive. Utilizzo spesso anche tecniche di rilassamento.

 


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