Con le spezie c’è più gusto

Spesso ad appesantire i nostri piatti, anche quelli apparentemente light, è l’abuso di condimenti. Può sembrarti un dettaglio trascurabile e invece no: se vuoi raggiungere il tuo obiettivo devi imparare a limitarli, oppure a sostituirli in modo intelligente, per esempio usando le spezi. Ecco allora qualche suggerimento utile per te.

L’insalatona: è davvero light?

Quando sei a dieta, sei convinto che la scelta migliore che tu possa fare, soprattutto se sei costretto a pranzare fuori casa, sia ordinare una bella insalata. Come darti torto, potrebbe anche essere una buona idea se solo ti limitassi nell’uso dei condimenti. E invece no: molto spesso (prova a pensarci) l’olio abbonda nella tua ciotola e a fargli compagnia ci sono sale (come se piovesse) e salse di vario genere (spesso non ben identificate). Così anche una semplice insalata si trasforma in un attimo in una bomba calorica, travestita da healthy food. Se poi, per fare la scarpetta, ti ritrovi a svuotare (non sai nemmeno tu come) il cestino di pane bianco che la cameriera ti ha gentilmente portato a corredo del piatto, la tua glicemia (livello di zucchero nel sangue) è spacciata. Sale a picco come fosse sulle montagne russe per poi scendere vertiginosamente, innescando una serie di processi che non solo mandano a monte la tua dieta, ma riaccendono la fame – proprio come se non avessi mangiato – e a lungo andare, infiammano le tue cellule con conseguenze serie per la tua salute.

Non ti sto chiedendo di rinunciare all’olio – sia chiaro – anche perché, se scegli quello extravergine d’oliva di buona qualità, fai il pieno di grassi buoni e polifenoli: ti sto solo suggerendo di utilizzarne un cucchiaio da minestra a pasto (e non di più). Meglio evitare maionese, checkup e similari, a favore della senape (contiene pochissime calorie ed insaporisce alla grande i tuoi piatti) e delle spezie, vero elisir di lunga vita. Sì perché negli ultimi decenni curcuma, curry, pepe, peperoncino & company sono divenute oggetto degli studi della ricerca scientifica che ne ha portato alla luce le innumerevoli proprietà benefiche, alcune ben note fin dall’antichità a dire il vero.

Puoi spolverarle sui cibi, mixarle tra loro a creare un condimento perfetto per insaporire la carne, il pesce, e – perché no – anche la macedonia (pensa alla cannella, per esempio). Inventa, sperimenta, agita e gusta. Qui di seguito trovi cinque delle spezie più note con le loro proprietà, tra le più studiate. A te la scelta!

5 spezie dalle mille virtù

  • La curcuma è una spezia di origine orientale, con un elevato potere antinfiammatorio, antidolorifico e antiossidante. Secondo le tradizioni mediche di molti popoli (medicina ayurvedica in primis) vengono attribuite alla Curcuma proprietà benefiche e salutistiche in una grande varietà di disturbi, grazie soprattutto alla curcumina, il principale pigmento appartenente alla classe dei Considerando che l’obesità e il diabete sono malattie con una forte componente infiammatoria, gli studiosi stanno cercando di evidenziare effetti positivi e benefici anche in queste patologie. Molti studi sono in corso.
  • Il peperoncino ha principalmente un effetto depurativo ed antinfiammatorio. Contribuisce al buon funzionamento del sistema cardiocircolatorio ed aiuta a tenere a bada i livelli di zucchero e colesterolo nel sangue.
    Nel peperoncino piccante (hot pepper) è stata evidenziata la possibilità di agire positivamente sulla salute grazie ad alcune sostanze, principalmente capsaicina e diidrocapsaicina. Alcuni studi hanno documentato che il recettore della capsaicina (TRPV1) è distribuito in modo ubiquitario nel cervello, nei nervi sensitivi, nelle radici dei gangli dorsali, nella vescica e nei vasi sanguigni. Il TRPV1 è ben noto per il suo ruolo significativo di contrasto a infiammazione, stress ossidativo e sensazione di dolore.
    Alcuni studi sperimentali di laboratorio e condotti su volontari hanno evidenziato benefici interessanti del peperoncino piccante nella prevenzione di molte patologie croniche come l’obesità, il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari ma anche disturbi gastrointestinali, tumori, dermatopatie e vescica neurologica. C’è comunque sempre da considerare che le quantità di estratto di peperoncino o di capsaicina utilizzati negli studi spesso sono molto alte e non raggiungibili con il consumo normale dell’alimento, il cui uso va sempre contestualizzato alle condizioni di vita e di salute di ogni persona. E questo vale per ogni alimento o spezia che sia, senza eccezioni. Non esistono pillole magiche ma il segreto è sempre un sano stile di vita.
  • La cannella è perfetta da utilizzare per regalare un po’ di sapore a latte, yogurt, tisane, dolci fatti in casa, frutta cotta, purea di patate, etc. Oltre al gusto piacevole, questa spezia è un concentrato di benessere poiché secondo gli studi più recenti sarebbe in grado di regolare gli zuccheri nel sangue, ridurre i dolori causati dall’artrite, e lenire mal di gola e raffreddore. La ricerca scientifica le attribuisce anche un’azione protettiva anticancro, quando usata regolarmente.
  • Lo zenzero (ginger) è noto per la sua funzione digestiva e depurativa: per questo viene molto spesso utilizzato fresco, in aggiunta a tisane e centrifugati. Ottimo quando si hanno bruciori di stomaco, nausea o sensazione di vomito, far bollire un pezzetto di radice e berne l’infuso che si ricava. Aiuta inoltre a contrastare la ritenzione idrica ed ha un elevato potere antinfiammatorio. Studi scientifici ne hanno dimostrato infine un’attività antidolorifica in caso di artrite.

Il curry è un mix di varie spezie, principalmente curcuma e pepe nero. A volte può contenere anche zenzero, cumino, cardamomo, chiodi di garofano e zafferano, in base alla provenienza. Secondo le evidenze scientifiche l’abbinamento del pepe alla curcuma, rende quest’ultima più biodisponibile e dunque più assorbibile dal nostro organismo. Il curry possiede dunque tutte le proprietà della curcuma amplificate: è un potente antiossidante, aiuta a prevenire l’infiammazione cellulare (alla base dello sviluppo delle malattie croniche come diabete, patologie cardiovascolari ecc.); il suo uso regolare aiuta a contrastare le malattie neurodegenerative tra cui l’Alzheimer.


Emanuela Russo
Chiedi agli esperti