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METABOLISMO: È DAVVERO BLOCCATO?

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Per la maggior parte di noi è il responsabile del fallimento della dieta: una sorta di capro espiatorio universale.

In realtà è il nostro motore, il cuore pulsante di tutte le nostre cellule, quel processo grazie al quale ricaviamo l’energia necessaria per vivere. Un ruolo assolutamente importante e di tutto rispetto.

LE PROTEINE SI FANNO DOLCI

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In televisione capita molto spesso di sentire dire agli attori di sentirsi imbrigliati in un ruolo o in un personaggio: potrebbero fare qualsiasi altro film ma verranno ricordati per una e una sola interpretazione.

Nel mondo dell’alimentazione accade lo stesso: le proteine servono per fare i secondi piatti, lo zucchero serve per fare i dolci e le verdure sono un contorno.

Cambiare ruolo genera sempre qualche perplessità ed è proprio di questo che si vuole parlare oggi! Perché le proteine non possono diventare le protagoniste di un dolce?

NON POSSIAMO FARE A MENO DEL CALCIO

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Ebbene no, non sarà un articolo dedicato al tanto amato sport nazionale ma parleremo di un minerale che per le funzioni e per l’importanza che ha sulla salute meriterebbe, al pari del suo omonimo, le prime pagine dei giornali.

MIGLIORA LA TUA MEMORIA CON IL CIBO

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Ci sono dei periodi in cui sembra che nulla ci resti in mente: ci scordiamo gli appuntamenti, dimentichiamo in continuazione dove abbiamo messo le chiavi o non ci viene in mente quello che abbiamo studiato 5 minuti prima.

Si avverte una sensazione spiacevole, a metà tra la rabbia del non ricordare e la frustrazione del non essere in grado di farlo.

Una prima spiegazione ce la si può dare con il fatto che molto spesso i vuoti di memoria sono legati a momenti di stress, dove nel fare mille cose nello stesso momento è probabile dimenticarne una.

L’altro motivo può essere legato a quello che mangiamo: siamo abituati ad alimentarci pesando al benessere dei muscoli, delle ossa, dell’intestino…e il cervello? È lui l’organo che controlla tutto! Il 20% dell’energia che introduciamo viene consumato da questo organo ed è perciò importante controllare che tipo di carburante gli stiamo dando per avere prestazioni efficienti.

MUSCOLI: DEFINISCILI MANGIANDO

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Avere muscoli definiti è l’obiettivo della maggior parte delle persone che fanno sport, eppure dopo ore di corsa, serie infinte di crunch e squat e sollevamenti di ogni genere il risultato non è sempre così evidente. L’unica cosa ad essere chiara è il nostro disappunto!

QUALCHE ECCESSO PASQUALE? RIPARTI DALLA TUA ROUTINE

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Il fine settimana di Pasqua si rivela sempre essere impegnativo sulla tavola: torta pasqualina, grigliate e tanto cioccolato accompagnate da del buon vino.

Poi arrivano inesorabili le preoccupazioni del martedì: “Quanti chili avrò preso?”, “come faccio adesso?”

Nessun problema…dobbiamo solo ripartire dalla nostra routine e tutto torna al suo posto. Agitarsi, allarmarsi o cercare terapie “d’urto” non serve, anzi può addirittura peggiorare la situazione.

 

 

VITAMINA D: PERCHÉ SE NE PARLA TANTO

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Curiosando nei vari motori di ricerca si può scoprire la funzione “trend” che ci permette di conoscere quali siano le parole più cercate e quante volte siano state digitate.

Tra le tante parole “vitamina D” ha avuto, a partire dal Gennaio di quest’anno, un’impennata di ricerca pari al 100% soprattutto in correlazione al termine “sistema immunitario”.

Perché così tanto interesse?

PIU’ UNICO…CHE RARO

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Saporito, gustoso, sfizioso, vario, sano e pure economico: il piatto unico è tutto questo e forse anche di più.

È un piatto che parla di tradizione, perché chi andava a lavorare nei campi non poteva portarsi appresso troppe cose da mangiare, meglio una sola portata con dentro tutto il necessario per sfamarsi.

È un piatto che parla “Mediterraneo”: i cereali si uniscono a pesce, carne o formaggi, verdure e spezie e insieme all’olio creano un concentrato di sapori tipico della Nostra terra.

È un piatto che parla di innovazione: la necessità “moderna” di avere un’alimentazione sana, equilibrata, varia, ma più leggera di quella di un tempo, ha portato a rivisitare i piatti della tradizione adeguandoli alle richieste attuali.

FARINA DEL TUO SACCO

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Le origini della farina si perdono nella storia. Già nel Paleolitico erano stati fatti i primi tentativi di molitura che poi nel corso del tempo si sono perfezionati tant’è che ci sono testimonianze sulla produzione di sfarinati in epoca egizia, greca e romana.

Anzi, furono proprio i Romani a chiamarla farina, da “far” ovvero farro, cereale molto diffuso e coltivato all’epoca dell’Impero.

Anche oggi, come allora, la farina ha un ruolo centrale nella nostra alimentazione perché quotidianamente ci accompagna in tavola sotto forma di pane, pasta, torte, biscotti, pizze, focacce e molti altri prodotti.

Come sceglierla? Quante tipologie di farina esistono? Proviamo a capire.

DOLCE COME…

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Quando parliamo di dolce viene quasi spontaneo pensare allo zucchero. Tuttavia non è il solo a dispensare dolcezza, perché la categoria dei dolcificanti conta moltissimi rappresentanti con proprietà e caratteristiche differenti.

I dolcificanti, o edulcoranti, sono sostanze che vengono aggiunte ai cibi e alle bevande allo scopo di dar loro un sapore dolce.

È un mondo molto complesso e per cercare di orientarsi e capire quali e quanti siano i dolcificanti si utilizzano generalmente due criteri:

  • La provenienza. In base all’origine del dolcificante si possono distinguere dolcificanti naturali, cioè estratti a partire da cereali, piante o frutti e dolcificanti artificiali sintetizzati in laboratorio.
  • Il potere dolcificante. È la capacità che ha un edulcorante di rendere più dolce il cibo/bevanda a cui viene aggiunto rispetto al saccarosio (zucchero da cucina), che è lo zucchero di riferimento e che ha un potere dolcificante pari a 1. Ad esempio se una sostanza ha un potere dolcificante pari a 20 vuol dire che dolcifica 20 volte più del saccarosio e che per avere lo stesso sapore “dolce” dello zucchero ne servirà 20 volte meno.

L’apporto calorico non viene invece utilizzato come criterio di distinzione tra gli edulcoranti perché molto variabile e perché comunque va sempre rapportato al potere dolcificante.

QUEL LANGUORINO PRIMA DI ANDARE A LETTO

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È finalmente ora di andare a dormire, ma prima si avverte il bisogno di mangiare qualcosa, quasi a voler avere un ultimo conforto prima della notte.

Una volta davanti al frigorifero cosa scegliamo? Ci facciamo guidare dall’istinto del momento o ci sono degli alimenti che vanno meglio di altri?

FAME NERVOSA…QUALCHE IDEA PRATICA PER GESTIRLA

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Improvvisa, immediata, lavora sotto soglia fino a diventare un chiodo fisso. Cos’è?

È la fame nervosa che spesso porta a soffocare le emozioni, specie quelle sgradevoli, con grandi quantità di cibo o con alimenti di scarsa qualità nutrizionale.

Si tratta di una vera e propria perdita di controllo a cui, dopo un momentaneo senso di piacere, fa seguito una serie di emozioni negative tra cui il senso di colpa e il fallimento senza contare, sul lungo termine, le conseguenze sul peso e sulla salute.

UNA GIORNATA SUGLI SCI

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Voi che tipo di sciatori siete? Quelli che si fermano solo per un panino al volo e sciano fino alla chiusura degli impianti oppure quelli che dopo qualche ora di sci apprezzano una sosta più o meno lunga in un bar sulle piste?

Ci sono tanti modi di vivere e intendere lo sci, ma in tutti i casi per affrontare le piste nel migliore dei modi non è sufficiente avere una buona tecnica o delle super attrezzature, serve qualcosa in più: l’equilibrio sugli sci si costruisce anche a tavola.

LE SPEZIE CHE PROFUMANO DI NATALE

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Le spezie sono parti o estratti di semi, frutti, radici o cortecce secchi e si usano da secoli per insaporire, colorare e conservare i cibi.

Ce ne son talmente tante che è quasi difficile nominarle tutte senza scordarne qualcuna, ma una cosa è certa: durante la stagione fredda sentiamo il bisogno di sapori caldi e avvolgenti e così andiamo alla ricerca di spezie che possano soddisfare questa necessità.

Cannella, zenzero, anice stellato, cardamomo e chiodi di garofano sono spezie che con le loro profumazioni richiamano l’inverno e tra le altre cose sono tutte piante che hanno in comune la capacità di aumentare la circolazione (azione vasodilatatrice) e di riscaldare il corpo favorendo la termogenesi. Inoltre hanno un apprezzabile contenuto di vitamina C e di antiossidanti utili nel contrastare i mali di stagione. Sarà un caso che il nostro corpo cerchi queste spezie proprio in questo periodo?

 

FATE SPAZIO SULLE VOSTRE TAVOLE…ARRIVA IL SALMONE

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Ha una carne rosea, una consistenza tenera e al palato risulta avere un sapore molto particolare…ma di chi stiamo parlando se non del salmone! È un pesce d’acqua dolce e marina (ha un ciclo di vita molto movimentato e affascinante, andate a scoprirlo!) tipico dei mari freddi del nord e di territori come la Norvegia, la Svezia e il Canada.

Parliamo di…TOPINAMBUR

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Se vi è capitato in queste grigie giornate autunnali di vedere in qualche giardino o a lato di qualche strada dei fiori gialli, simili a dei piccoli girasoli, allora molto probabilmente avete visto i fiori del topinambur, una pianta erbacea perenne che nasconde sotto terra un tubero commestibile dalle grandi qualità nutrizionali.
La sua carta d’identità risponde a molti nomi: tartufo di canna, patata del Canada, carciofo di Gerusalemme, rapa tedesca. In qualunque modo lo si voglia chiamare stiamo parlando di una radice tuberosa, dall’aspetto molto particolare, simile ad una patata, ma con una superficie molto più irregolare, una buccia sottilissima e con un colore che può variare dal bianco (nelle varietà precoci) al rosso-violaceo (nelle varietà tardive). La polpa è di colore bianco e di consistenza croccante, con un sapore dolciastro che ricorda molto il carciofo.

ABITUDINI ALIMENTARI DELLE STAR…E’ DAVVERO TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA?

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Ormai siamo abituati ai modi stravaganti in cui vivono le celebrità, ma nonostante tutto riusciamo ancora a meravigliarci per come si vestono, per cosa fanno e spesso anche per come mangiano.
Si spazia dalle diete eccessivamente restrittive agli eccessi, dai beveroni alle “combinazioni magiche”…ogni celebrità ha il suo stile anche a tavola.

RITROVARE LA FORMA…SEGUI LA STRADA GIUSTA!

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Ecco arrivato uno dei periodi più attesi dell’anno: la primavera! Giornate più lunghe, sole e temperature miti ci permettono di lasciare nell’armadio i vestiti pesanti e di sfoggiare un abbigliamento più leggero.

Come viviamo questo cambio d’abito? Per molte persone è in realtà un momento di grande ansia, soprattutto se durante l’inverno si è messo su un po’ di peso.

Ma per fortuna che c’è chi ha già pensato per noi! TV e giornali iniziano a mostrarci diete che ci faranno riacquistare la forma perduta in pochissimo tempo e prodotti che da soli faranno il miracolo.

L’operazione “remise en forme” ha inizio. Ci documentiamo, acquistiamo quello che pensiamo essere il prodotto migliore per le nostre esigenze e magari iniziamo anche una bella attività fisica intensa.

Un piano d’azione perfetto!

Ma abbiamo valutato davvero tutto? Proviamo a capirne un po’ di più.

 

MODALITA’ “DRASTICA”

Le proposte alimentari che troviamo in questo periodo hanno come filosofia di base “7 Kg in 7 giorni” – come l’omonimo film.

Parliamo perciò di un intervento alimentare drastico, che prevede il più delle volte o l’esclusione totale di interi gruppi alimentari (di solito carboidrati) oppure si basa esclusivamente su di un solo alimento (di solito frutta e verdura). Di fatto non vengono soddisfatti gli apporti in termini di energia e di nutrienti con la possibilità di creare dei veri e propri squilibri nutrizionali

Si tratta di proposte alimentari sbilanciate, di durata variabile tra i 3 giorni fino oltre un mese e che promettono un rapido calo di peso, ma che non sono immuni da effetti negativi per la nostra salute.

Ecco i principali: spossatezza, calo delle energie, irritabilità, mal di testa, alterazioni dell’alvo, alitosi.

 

ATTIVITA’ FISICA INTENSA

Solitamente si consiglia di affiancare alla dieta una generica attività fisica ed è sicuramente un ottimo consiglio. Occorre valutare però lo stato fisico di partenza, l’intensità dell’esercizio e con quale frequenza viene svolto.

Obbligare il nostro corpo a passare dal divano a sedute estenuanti in palestra o a corse chilometriche determina un sovraccarico di lavoro per cuore, articolazioni e muscoli.

Muoversi è fondamentale, ma per poter apprezzare i benefici il movimento deve essere svolto in modo graduale, aumentando pian piano i carichi di lavoro.

 

COSA SI MODIFICA DAVVERO?

Ad onor del vero molte di queste diete studiate ad hoc per la prova costume danno degli ottimi risultati. 3, 4, 5 Kg o più vengono persi per strada con fatica, ma in poco tempo. Pensiamo però a cosa abbiamo perso? Molto spesso quello che si perde è sostanzialmente acqua. Se poi ci si prolunga nel tempo c’è anche la possibilità di perdere massa magra cioè muscolo.

Di sicuro il responso della bilancia ci renderà felici, ma a questo punto non sarà più un dimagrimento, ma un “deperimento”.

Una perdita di peso efficace dovrebbe avvenire a carico della massa grassa e non intaccare la massa magra. Esistono delle tecniche strumentali per capire in che direzione stiamo andando, ad esempio l’impedenziometriahttp://www.emotifood.it/bioimpedenza-uno-sguardo-oltre-al-semplice-peso/

 

NON PERSONALIZZATI

Un’altra considerazione da fare riguarda il fatto che questi metodi alimentari non sono personalizzati, cioè non sono studiati sulle caratteristiche fisiche e sulle esigenze personali dell’individuo.

Bisogna adattarsi allo schema fornito senza possibilità di alternativa e tantomeno di confronto.

Se la dieta dura poco tempo può essere facile, ma se si va oltre le due settimane la gestione si complica, anche perché ciascuno possiede una vita fatta di impegni famigliari, lavorativi, sociali e spesso uno schema rigido poco si adatta.

 

DIFFICOLTA’ EMOTIVE

Mi hanno invitata a cena? Come faccio? Cosa dico? …

I pensieri che nascono dalla poca flessibilità di questi schemi sono molto simili a questi. Chi è molto ligio all’impegno preso con lo schema magari salta la cena, chi si lascia tentare verrà poi preso da mille sensi di colpa.

La tensione che si genera dal voler seguire nel migliore dei modi la dieta è altissima e aumenterà se subentreranno delle “cadute”.

Avere un obiettivo e perseguirlo è più che giusto, ma prestiamo sempre attenzione anche al nostro stato d’animo.

 

E SE RECUPERO IL PESO PERSO?

Quando mettiamo l’organismo in una condizione di forte difficoltà energetica, soprattutto per lunghi periodi, dobbiamo mettere in conto anche la possibilità che si presenti il cosiddetto “effetto rebound” ovvero la riacquisizione di tutto il peso perso immediatamente dopo aver smesso di seguire lo schema.

Le diete dell’ultimo minuto sono spesso delle soluzioni temporanee, tant’è che le statistiche ci dicono che il 90% di chi inizia una dieta, soprattutto lasciandosi guidare dalle mode, dopo soli 12 mesi si ritrova con più kg di prima.

Questo può determinare un’insicurezza emotiva legata all’insuccesso, che potrebbe essere l’innesco per cercare di nuovo compenso nel cibo, soprattutto in coloro che hanno già una relazione difficile con il cibo stesso.

 

DIETA = STILE DI VITA

Forse bisogna partire dalla comprensione del vero significato del termine “dieta”. Vuol dire stile “di vita” e “a vita” e non un cambiamento per un breve lasso di tempo.

Mangiare bene o non mangiare affatto per due mesi all’anno, in vista dell’estate, non porterà ad un vero miglioramento. L’obiettivo vero è quello di includere anche i restanti 10 mesi dell’anno nel nostro pacchetto di “rimessa in forma”.

Lavorare bene, ogni giorno, con costanza e impegno, farà sì che saremo pronte tutto l’anno, estate o inverno che sia, senza dover ricorrere a rimedi drastici e poco salutari.

APRILE: il carrello della spesa di EMOTIFOOD

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Aprile è il mese del cambiamento: è cambiata la stagione – siamo ufficialmente in primavera – è cambiata l’ora e molto probabilmente sono cambiati i nostri ritmi.

Le giornate più lunghe e le temperature più miti ci invogliano a uscire, a muoverci e anche a mangiare in modo diverso.

Se già a Marzo avevamo ridotto i corposi piatti invernali, ad aprile è arrivato il momento di lasciarli da parte e cambiare menù.

Leggero e fresco sono gli aggettivi che meglio contraddistinguono i nuovi piatti e la frutta e la verdura ne sono i protagonisti.

La frutta si riconferma quella di Marzo: mandarini, clementine, arance, pompelmi, limoni e cedri ci offrono un prezioso contributo di vitamina C sempre utile come supporto delle difese immunitarie.

Anche il kiwi è ancora un protagonista: accanto alla vitamina C fornisce ottime quantità di potassio, utile nella regolazione della pressione arteriosa, e molta fibra, indispensabile per favorire la peristalsi intestinale.

Troviamo ancora le ultime mele e pere: gradualmente perdono il sapore intenso che ci ha accompagnati per tutto l’inverno, ma sono sempre e comunque un’ottima fonte di fibre e di zuccheri semplici.

Le fragole iniziano in questo mese il loro periodo di vero splendore: rosse, succose, profumate e, cosa non trascurabile, di provenienza italiana. Apportano vitamina C e molti Sali minerali, pochissime calorie e molta acqua: sono uno spuntino ideale. Occorre però prestare attenzione alla quantità: contengono istamina e nelle persone allergiche possono favorire la manifestazione della sintomatologia caratteristica.

Fanno il loro ingresso le nespole; sono ricchissime di acqua, Sali minerali e vitamine del gruppo B, vitamina A e C. Hanno molta fibra, soprattutto pectina e questo le rende l’ingrediente ideale per la preparazione di marmellate.

Il carrello della verdura è invece ricco di nuovi arrivi.

Accanto agli ultimi cavoli invernali troviamo gli asparagi, ortaggi ricchissimi di calcio, fosforo, magnesio e potassio, vitamine e fibre. Hanno proprietà diuretiche, l’ideale per aiutare i reni nel difficile compito di smaltire le tossine accumulate durante l’inverno. Compriamoli freschi e usiamoli per preparare frittate, risotti o gustiamoli semplicemente conditi con un filo d’olio.

Anche i carciofi sono un’ottima fonte di potassio e contengono cinarina, una sostanza che favorisce la diuresi e la secrezione biliare, contribuendo al benessere del fegato. Spesso li portiamo in tavola cotti, ma proviamoli anche crudi conditi con succo di limone, a patto però che siano freschissimi.

Gli agretti compaiono in questo mese e restano sul banco del verduriere solo per poco tempo: il loro sapore è particolare, “agre” come dice il nome stesso, ma non possono mancare sulla tavola di primavera.

Cipollotti e porri potranno sostituire per qualche tempo la cipolla e se consumati crudi potranno accompagnare e insaporire le mille varietà di insalate: cicoria, catalogna, indivia e rucola solo per citarne qualcuna.

Non mancano nemmeno spinaci, bietole, cime di rapa e le primissime patate novelle.

È tempo anche di legumi freschi: piselli e fave. Poche calorie, molte vitamine del gruppo B, ferro, fosforo e potassio oltre che proteine vegetali.

Aprile è un mese ricco, tante primizie, tanto verde. Per apprezzare al meglio i sapori preferiamo il consumo di ortaggi crudi (i primi caldi invogliano a preparare delle belle insalate!) e quando utilizziamo la cottura facciamo in modo che sia breve; disperderemo meno Sali minerali e vitamine e avremo verdure croccanti.

Qualche idea per questo mese? Proviamo creare un piccolo orto sul balcone…zucchine, piselli e pomodori si prestano benissimo allo scopo! Oppure delle piante aromatiche: basilico, timo, salvia, rosmarino ed erba cipollina potranno profumare i nostri piatti a km 0.

Per chi non avesse un balcone un consiglio è quello di provare con il germogliatore: si può tenere sul tavolo di casa e ci fornisce i germogli dei semi che più ci piacciono. Germogli di soia, germogli di rapanello…ricchissimi di Sali minerali, vitamine, clorofilla, enzimi. Una carica di energia per i nostri piatti è quello di cui abbiamo bisogno!

“Crisi da risveglio” primaverile: i cibi che ci aiutano ad affrontarla

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L’arrivo della primavera è accolto con gioia dalla maggior parte delle persone: le giornate si allungano, cambia l’ora, il tempo e le temperature migliorano, si ha voglia di stare all’aria aperta e di fare mille cose.

Spesso però il corpo non risponde come vorremmo: il cambio di stagione manda letteralmente in “tilt” i nostri ritmi circadiani e si accusano stanchezza, sonnolenza, difficoltà di concentrazione, irritabilità e sbalzi d’umore. Una vera e propria crisi da risveglio!

Come si può fare per alleviare questi sintomi spiacevoli? Sicuramente alimentarsi in modo corretto ed equilibrato e uno stile di vita attivo possono fare molto.

Dall’alimentazione invernale ricca di grassi e calorie occorre passare ad una dieta con cibi più leggeri e freschi, che apportino tutti i nutrienti necessari per far fronte al cambiamento.

Quindi cosa fare?

Per tenere a bada gli sbalzi d’umore tipici del periodo non devono mai mancare i cibi ricchi di triptofano, aminoacido precursore della serotonina, un neurotrasmettitore che regola l’umore. Lo troviamo in ortaggi a foglia verde come insalate, spinaci, erbe dei prati, cavoli, asparagi, ma anche nelle uova, nelle carni bianche, nei semi oleosi (di zucca, di girasole…), nella frutta secca a guscio (noci, nocciole..) e nei legumi.

Tutti questi cibi sono anche ricchi di magnesio, un minerale molto importante per il buon funzionamento dei muscoli, del cervello ma soprattutto per ritrovare l’energia ed il buonumore.

Per frenare l’irritabilità possono essere molto utili i cibi ricchi di probiotici come lo yogurt che contribuisce al benessere del microbiota intestinale, responsabile della produzione della serotonina, conosciuta anche come “ormone del buon umore”.

Per recuperare l’energia e favorire il benessere del sistema nervoso non devono mancare le vitamine del gruppo B. Quindi via libera al pesce azzurro (sgombri, alici, sardine..), uova e cereali integrali.

Per contrastare invece la mancanza di concentrazione sì al consumo di carne bianca, mandorle, banane, avocado e semi di sesamo e zucca, ricchi di tirosina, un aminoacido utile per migliorare la risposta dell’organismo a stress di varia natura…come lo è la primavera!

Per combattere la spossatezza tipica del cambio di stagione possono essere utili i cibi ricchi di glutammina, un aminoacido che favorisce la sintesi proteica. Si trova in latte, yogurt, carni magre,frutta secca, legumi.

Occorre fare spazio anche ai cibi ricchi di flavonoidispinaci, kiwi, mirtilli, agrumi e cioccolato fondente – che grazie alle loro proprietà antiossidanti aiutano il corpo a contrastare l’accumulo di tossine lasciate dall’alimentazione invernale.

Anche carciofi ed erbe amare aiutano a fare pulizia, ad eliminare le scorie e a favorire l’attività depurativa del fegato.

Non facciamoci mancare nemmeno la vitamina D, che oltre a contribuire alla salute delle ossa, è parte attiva nel miglioramento del tono dell’umore.

Ridurre il consumo di sale che favorisce l’accumulo di liquidi nei tessuti e aumentare l’apporto di acqua. Obiettivo: 8 bicchieri al giorno indipendentemente dal senso di sete.

Da evitare gli zuccheri semplici contenuti nei dolci perché li sbalzi della glicemia accentuano stanchezza e malumore e le preparazioni troppo elaborate.

 

Ecco i magnifici 10.

  1. SPINACI. Apportano sali minerali e vitamine, soprattutto vitamina A. Sono utili per la salute dell’intestino, dei muscoli, del cuore e degli occhi.
  2. CARCIOFI. Sono ricchi di sali minerali e fibre, stimolano la diuresi e sono i migliori alleati del fegato. La cinarina, il loro principio attivo, stimola quest’organo ad eliminare le tossine che abbiamo accumulato nei mesi invernali.
  3. FRAGOLE. Oltre ad essere molto buone sono utili al nostro corpo perché contengono fibre, acido folico, potassio e vitamina C, utili a rafforzare le difese immunitarie in un periodo in cui le temperature non sono ancora stabili
  4. YOGURT. Aiuta a mantenere in equilibrio la flora batterica intestinale ed in salute tutto l’apparato digerente aumentando la forza, la vitalità, il benessere. Preferiamo quello bianco e arricchiamolo a piacere con frutta fresca e secca.
  5. GERMOGLI. Sono un concentrato di vitamine e sali minerali ed hanno un ottimo contenuto nutritivo. Utili per combattere i radicali liberi e ringiovanire i tessuti, sono noti anche per rafforzare l’organismo. Arricchiamo le insalate con germogli di soia, di ravanello, di porro…una miniera di energia nel nostro piatto
  6. FAVE. Uno dei più antichi legumi coltivati nel bacino del Mar Mediterraneo che vedono nella primavera il loro periodo di raccolta. Sono un alimento fortemente ricostituente e dunque molto adatto a sostenere l’organismo al cambio di stagione. Fonti di proteine vegetali, vitamine del gruppo B e di vitamina E, le fave contengono anche potassio, zinco, magnesio, fosforo, rame e ferro.
  7. CEREALI INTEGRALI. Insieme ai carboidrati apportano anche una notevole quantità di fibra utile a modulare la glicemia e a stimolare le funzioni intestinali. Sono ricchi di vitamina B, utile al sistema nervoso; facilitano il riposo e stimolano il metabolismo. Oltre alla classica pasta proviamo nuovi sapori: miglio, amaranto, quinoa, grano saraceno e avena solo per citarne alcuni.
  8. FRUTTA SECCA. Noci, nocciole, mandorle, anacardi. In primavera abbiamo bisogno del loro apporto in acidi grassi essenziali omega 3, sali minerali e vitamine del gruppo B (B1, B2, B5, B6) per essere più energici. Ottima a colazione e perfetta come spuntino.
  9. SGOMBRO. Tra i pesci azzurri è quello con le maggiori proprietà ricostituenti. Contiene proteine e di acidi grassi omega 3, utili a ridurre gli stati infiammatori, pulire le arterie e potenziare le funzioni cognitive. Fresco o in scatola l’importante è portarlo in tavola.
  10. CIOCCOLATO.Per chi lo ama è un’ottima notizia. Nel cambio di stagione può fare molto bene a patto che sia fondente. Un quadratino al giorno mette di buonumore e dà la carica.